Il Tirreno

Pistoia

Vaccino contro la meningite caos tra disguidi e maltempo

Vaccino contro la meningite caos tra disguidi e maltempo

Negata la somministrazione gratuita a una cinquantenne che il 26 scorso aveva cenato nello stesso ristorante quarratino della donna vittima del virus

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PISTOIA. L’allarme meningite in provincia di Pistoia continua a alimentare il caos già registrato negli scorsi giorni. Ai telefoni presi d’assalto dai cittadini per prenotare il vaccino contro il meningococco, si è aggiunto il guasto alle linee dell’Asl causato dal maltempo. Il panico si è diffuso tra la gente dopo la morte di Maria Chiara Pittalis, la quarantaquattrenne di Carmignano uccisa dalla meningite nella notte tra sabato e domenica. Moltissime le persone che negli scorsi giorni hanno chiamato ininterrottamente i numeri messi a disposizione dall’azienda sanitaria per prenotare le vaccinazioni.

«Il telefono dedicato non ha il servizio di attesa e quindi, al momento, non siamo in grado di gestire più telefonate contemporaneamente» spiega il dirigente medico responsabile del servizio igiene pubblica, Paola Picciolli. In molti quindi hanno trovato per giorni le linee occupate.

Non è andata meglio però a chi ha deciso di presentarsi direttamente al presidio di viale Matteotti. «Mi è stato negato il vaccino gratuito» denuncia infatti una donna pistoiese di 56 anni, che il 26 settembre era a cena al Cavallino Rosso di Valenzatico, come Maria Chiara Pittalis. «Ieri (martedì, ndr) io e mio marito abbiamo preso un permesso dal lavoro per andare a fare il vaccino. Una mia amica di 55 anni, anche lei a cena con noi al Cavallino il 26, mi ha chiamata dicendomi di venire in viale Matteotti perché la vaccinazione era gratuita anche per le persone con età superiore ai 45 anni nel caso in cui avessero cenato nel ristorante di Quarrata. Lei infatti è stata vaccinata senza problemi. Quando però sono arrivata al presidio – continua la donna – mi è stato detto che avrei dovuto prendere un appuntamento e pagare il bollettino per la vaccinazione. A quel punto me ne sono andata. Nell’arco di un paio d’ore sono state seguite due procedure completamente diverse. Per fortuna avevo già effettuato la profilassi tramite il mio medico di famiglia, con la somministrazione di alcune pasticche. C’è inoltre una beffa nella beffa. Stamani (ieri, ndr) volevo contattare l’ufficio reclami per fare una segnalazione. Ho chiamato il centralino dell’ospedale San Jacopo, l’unico numero libero che ho trovato, e mi hanno detto “signora riprovi domani, oggi il telefono non funziona”».

Le linee in effetti erano in tilt. Dall’Asl precisano che il disguido di mercoledì è frutto di un’incomprensione, e intanto rispondono a un’altra denuncia, quella di Federica Vicentini, raccolta ieri dal Tirreno. La donna, dopo tre giorni di chiamate vane per prenotare il vaccino, ha deciso di andare direttamente al presidio di viale Matteotti. «Nessun telefono squillava. Ho fatto il numero e – ha raccontato – dava occupato. A questo punto uno pensa che stacchino il telefono».

«Gli operatori che rispondono al numero – precisa la dottoressa Picciolli – non sono al piano degli ambulatori, ma a quello superiore, e quindi, ovviamente, se il telefono fosse stato libero non avrebbe potuto sentire squillare, e a maggior ragione visto che lo ha trovato occupato».

Beatrice Faragli

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