Il Tirreno

Pistoia

Chiesto il processo per l’ex assessore

Chiesto il processo per l’ex assessore

Piero Giovannini accusato di bancarotta fraudolenta e frode fiscale in concorso con l’esponente socialista Roberto Riccomi

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PISTOIA. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di bancarotta fraudolenta e di frode fiscale il commercialista Piero Giovannini, ex assessore comunale di Pistoia, e l'esponente socialista Roberto Riccomi, già al centro dell’inchiesta “Untouchables” sugli appalti pilotati in provincia. Ed è proprio attraverso gli approfondimenti contabili-amministrativi e bancari disposti nell’ambito dell'indagine madre sugli appalti che la Guardia di Finanza di Pistoia ha portato alla luce queste nuove ipotesi di reato connesse al fallimento dell’agenzia di viaggi di cui Riccomi era titolare a Montecatini, la Fraben Travel srl di viale Verdi.

Accuse adesso messe nero su bianco dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio in quattro capi di imputazione che saranno al centro, questa mattina, dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale, Alessandro Buzzegoli, che dovrà decidere se mandare o meno a processo Giovannini e Riccomi.

Per quanto riguarda il reato di bancarotta fraudolenta, i capi di imputazione sono tre, due quali solo due sono contestati a Piero Giovannini, 52 anni. La tesi accusatoria è quella che Roberto Riccomi, 61 anni, in qualità di amministratore della Fraben Travel srl, (dichiarata fallita dal tribunale con una sentenza depositata il 18 ottobre 2012) al fine di sottrarsi al pagamento dei debiti accumulati (oltre a ciò che doveva all’erario, anche circa 200.000 euro nei confronti di tour operator) avrebbe svuotato la società prima del fallimento, in modo da rendere vana ogni futura procedura di riscossione coattiva. E lo avrebbe fatto costuituendo un’altra società, la Symi Viaggi srl, da lui di fatto gestita e diretta (nel centro commerciale Ipercoop di Massa e Cozzile, con gli stessi dipendenti, struttura, mezzi e avviamento della prima) anche se era Piero Giovannini, suo commercialista, ad esserne formalmente amministratore e rappresentante legale.

I due sono accusati perciò in concorso di aver distratto (tra febbraio 2012 e giugno 2013) i beni della Fraben cedendola celatamente alla Symi, di cui Riccomi, secondo il pm, era socio occulto “quale fiduciario delle partecipazioni detenute da Roberta Costantini e Giovanni Bonacchi”. E anche di aver distratto il ricavato dell’organizzazione, gestita interamente dalla Fraben, del viaggio sociale della Pistoiambiente nella primavera 2012: era stata la Symi Viaggi ad incassare infatti ad emettere le fatture e ad incassare i relativi 5 bonifici bancari per complessivi 248.540 euro.

Entrambi inoltre sono accusati di aver sottratto i libri e le altre scritture contabili della società fallita, o comunque di averli gestiti in modo tale da “non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari” della stessa.

Il solo Riccomi è infine accusato di aver aggravato il dissesto della Travel (che si era già palesato nell’esercizio 2009, con una perdita di poco meno di 49.000 euro) “astenendosi dal richiedere la dichiarazione del proprio fallimento”.

Il capo D) riguarda il reato di frode fiscale. Infatti, i comportamenti loro contestati nella gestione del fallimento della Travel avrebbe, secondo il pm, portato ad una consapevole evasione di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (nonché di relativi interessi e sanzioni amministrative) per un ammontare che alla data del 19 maggio 2012 era di 294.907 euro.

Massimo Donati

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