Gioco
Passeggeri abbandonati sul treno fantasma
Il nostro cronista insieme agli altri pendolari del locale da Firenze delle 6,03. Ma a Montecatini è arrivato solo alle 8...
MONTECATINI. "Viaggio allucinante": il titolo del romanzo di fantascienza di Asimov rende bene l'idea dell'avventura, in questo caso reale, vissuta da chi, al mattino di martedì 29 settembre, si è trovato a viaggiare o ad aspettare il treno che da Firenze (partenza alle 6,03) avrebbe dovuto arrivare a Pisa. Il treno utilizzato soprattutto dagli studenti che lungo il percorso Prato, Pistoia, Valdinievole, Lucca sono diretti verso l'Università di Pisa. Tante volte ci è capitato di raccogliere e poi raccontare le disavventure di pendolari, ma in questo caso è capitato di viverle a chi scrive.
Sono le 6 del mattino, e, a quell'ora, da Santa Maria Novella per Montecatini c'è giusto un treno: il Firenze-Pisa delle 6,03. Saliamo e aspettiamo il via, ormai imminente, dal momento che l'ha annunciato anche l'altoparlante della stazione ("Il treno regionale diretto a Pisa è in partenza al binario 5"), invece…
Passano i minuti, 6,05, 6,10… poi, un altro annuncio dall'altoparlante: "Si avvisano i signori viaggiatori che, a causa di un guasto, il treno regionale delle 6,03 diretto a Pisa partirà con 15 minuti di ritardo". Portiamo pazienza e aspettiamo, ma i 15 minuti di ritardo, diventano 20, poi 25, senza che nessuno dica nulla. E quando ci avviciniamo alla mezz’ora di ritardo un altro annuncio, per avvertire che quel treno non sarebbe mai partito e che ne era stato predisposto uno sostitutivo sul binario 8.
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Ok, la gente comincia a scendere, si scaricano i bagagli, e ci si avvia verso il nuovo treno. Tutti a bordo, stavolta si parte… Nemmeno per idea. Il treno resta lì, fermo. Senza una sola scritta sui tabelloni sulle piattaforme. Senza nemmeno il classico controllore al vagone di testa cui chiedere notizie.
Passano i minuti, e nessuna informazione. L'unica fonte di notizie utili, e solo per chi è diretto a Prato, è rappresentato da una signora, all'apparenza una passeggera come tutti noi, che passa sulla banchina per avvertire chi è sul treno che di lì a poco sarebbe partito un treno per la città laniera e che, chi avesse voluto, avrebbe potuto prendere quel treno.
In molti scendono, altri, invece, diretti più in là di Prato, decidono di aspettare. E aspettano, parecchio. Nessuno dice nulla. Un uomo con la divisa delle Fs che passa sulla piattaforma è bombardato di domande sul perché quel treno non parta. L'unica risposta che i passeggeri riescono a ottenere fa riferimento a misteriosi moduli da riempire prima di poter partire. Scusa o realtà, non è dato di sapere. Sul treno nessuna comunicazione, solo un altoparlante della stazione (e non interno al treno) avverte - fra l'altro non udito da tutti sul treno, al punto che poi si è dovuti ricorrere al passaparola tra i passeggeri - che quel treno si sarebbe fermato a Lucca e non avrebbe proseguito per Pisa.
Poi finalmente, mentre l'altoparlante avverte che su un altro binario era pronto il treno Firenze-Viareggio (che avrebbe percorso la stessa linea) si chiudono le porte e il treno parte. Sono le 7,06: un'ora e tre minuti dopo l'orario di partenza previsto.
Lungo il percorso, alle varie stazioni, la folla di persone che è lì da un'ora, mentre sui tabelloni delle varie fermate quello continua a essere indicato come il treno diretto a Pisa. Alla fine comunque l'arrivo alla stazione di Montecatini Centro: per l'orario programmato avrebbe dovuto farlo alle 6,57, scendiamo dal treno che sono le 8,06. Oltre un'ora di ritardo per fare 47 chilometri, niente male. Certo, l'imprevisto sotto forma di guasto può accadere, e non ci si può arrabbiare per questo. Ma quello che non è giustificabile è l'assoluta assenza di informazioni nei confronti dei passeggeri, letteralmente abbandonati a loro stessi.
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