La manifestazione
Legnorosso, il Comune chiede i danni
Il giudice monocratico dice sì alla costituzione di parte civile poi si dichiara incompatibile e rinvia subito l’udienza
PISTOIA. Il Comune chiederà il risarcimento dei danni agli ex presidenti della Polisportiva Legnorosso, che fino a due anni fa gestiva gli omonimi impianti sportivi di Capostrada e che adesso sono sotto processo con l’accusa di appropriazione indebita: la procura ritiene che Luca Fabio Fontana ed Angelo Colella, suo successore, si siano impossessati di proventi dell'attività degli impianti sportivi che avrebbero dovuto essere rendicontati al Comune e reinvestiti per migliorare il centro sportivo. Accuse che i due hanno sempre respinto con decisione.
Fatto sta che ieri mattina ha preso il via il processo davanti al giudice monocratico del tribunale Roberto Tredici, che ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comune attraverso l’avvocato Luca Magni. Richiesta alla quale si era opposto l’avvocato difensore degli imputati, Sergio Mazzone, che paventa il rischio di “duplicazione del giudicato” in quanto sulla vicenda è già in corso un procedimento da parte della Corte dei conti proprio per il recupero del danno erariale che il presunto illecito comportamento da parte dei due imputati avrebbe causato al Comune e, quindi, allo Stato (la procura regionale ritiene che il danno ammonti a 700.000 euro): la condanna penale potrebbe perciò sommarsi e duplicare quella amministrativa.
Il giudice ha quindi dichiarato la propria incompatibilità con il processo, in quanto, nella sua veste di giudice delle indagini preliminari era a suo tempo già entrato nel merito delle accuse quando, nel novembre 2013, aveva disposto il sequestro preventivo dei beni degli indagati nel corso dell’inchiesta condotta dai carabinieri, coordinati dal pm Luigi Boccia. Per questo ha subito rinviato l’udienza al prossimo 13 ottobre, quando il processo riprenderà con un nuovo giudice, che si dovrà pronunciare subito su una questione preliminare preannunciata già ieri dall’avvocato Mazzone, che sostiene la nullità parziale del capo d’imputazione, troppo generico sulla quantificazione delle cifre oggetto dell’appropriazione indebita contestata dalla procura.
Al processo iniziato ieri si è arrivati dopo un’udienza preliminare in cui Fontana e Colella erano accusati di truffa ai danni dello Stato. Il gup Alessandro Buzzegoli aveva riqualificare l'accusa in appropriazione indebita, rendendola meno pesante e rendendo possibile al pm procedere alla citazione diretta degli imputati davanti al giudice monocratico, saltando così il filtro dell’udienza preliminare.
La Polisportiva Legnorosso si aggiudicò nel 2005 la gestione del polo sportivo comunale di Capostrada. L'anno dopo la giunta comunale (proponente l'assessore Luciano Pallini) modificò la convenzione in vigore, assegnando alla polisportiva anche i proventi del campo sintetico per il calcio a 11. Una delibera che l'avvocato comunale Vito Papa stesso definì “macroscopicamente illegittima”. Ciò nonostante la gestione proseguì e il problema, a livello politico, esplose solo nell'estate del 2010, con una interpellanza firmata dal consigliere Andrea Betti che chiedeva chiarezza sulla gestione del centro sportivo. Ne seguì una prima indagine affidata ad una commissione speciale che concluse i suoi lavori nel settembre 2011, mettendo in evidenza una lunga serie di errori e carenze nella gestione comunale del polo sportivo. Quasi nello stesso periodo si avviò anche l'indagine penale, affidata ai carabinieri. (m.d.)
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