Attenzione
Eternit e niente controlli: degrado in via Ciliegiole
Pistoia, Legambiente torna a denunciare la situazione di abbandono delle ex Trafilerie Martinelli. E poi c’è il pericolo di chi scavalca le recinzioni
PISTOIA. Il degrado e l’ombra dei vecchi tetti in eternit delle ex Trafilerie Martinelli di via Ciliegiole a Pistoia, tornano ad essere oggetto di denuncia. Copertura in eternit troppo vicina ad abitazioni, parchi pubblici e scuole d’infanzia, e un tratto ferroviario in completo degrado. Queste le denunce di Legambiente Pistoia. Dopo alcuni anni, il tratto (chiuso dal 2010 e di proprietà delle Ferrovie) che divide in due via Ciliegiole all’altezza dell’ex passaggio a livello, è ancora una “terra di frontiera” dove ogni giorno e ogni notte molte persone si introducono scavalcando le recinzioni.
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«Tutti i giorni molte persone scavalcano le recinzioni - spiegano Antonio Sessa e Paolo Tesi di Legambiente Pistoia – inoltre ci sono piante e arbusti infestanti, abbiamo ricevuto le proteste di tanti cittadini». E mentre indicano lo “spettacolo di erbacce e sporcizia” che si trova di là dal muro, un ragazzo attraversa i binari, passeggiando in direzione Firenze lungo le rotaie, al di là della recinzione.
La “frontiera” di via Ciliegiole sembra essere scavalcata frequentemente. Un piccolo lembo di terra attraversato da due linee ferroviarie importanti come la Firenze-Lucca e la Porrettana. «Anche le case abbandonate intorno diventano abitazioni di fortuna», insistono.
«È una situazione pericolosa, soprattutto per chi scavalca e percorre questo tratto accanto ai binari, ma anche per chi si introduce all’interno dell’ex Martinelli – spiega Sessa – c’è il rischio che accadano nuovamente incendi come l’anno scorso, e sarebbe molto pericoloso a causa dei tetti in eternit». Scavalcare queste recinzioni vuol dire infatti poter raggiungere i capannoni abbandonati delle ex trafilerie Martinelli, che si trovano all’interno. Capannoni con circa 3.850 metri quadri di copertura in eternit esaminata e 28mila metri quadri di superficie. Nel 2013, dopo l’esposto di Legambiente, il Comune invitò l’azienda proprietaria a effettuare i controlli.
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Le analisi sulla copertura in eternit sancirono che nell’immediato circondario dell’area non ci sono attività sensibili come asili o scuole, e che «i soggetti più a rischio sarebbero probabilmente alcune abitazioni in via Ciliegiole – spiega Sessa – ma a mio avviso il giardino dell’asilo “Il Castello” di via Pertini, il parco pubblico (area di sgambatura di via Pertini) che si trovano a ridosso dei capannoni e la stessa Breda, sono soggetti sensibili». La legge ha decretato che la bonifica dovrà essere effettuata dai proprietari entro 3 anni (e cioè nel 2016). Intanto, Legambiente chiede al più presto «la bonifica dell’area, e chiede anche che il Comune faccia presente alle Ferrovie il degrado che c’è».
La proprietaria dal 2005 è l’Immobiliare Laser Spa, dell’imprenditore Graziano Pierallini dirigente della Omep, una delle aziende più grandi e conosciute dell’indotto Breda. Immobiliare Laser aveva chiesto fra il 2013 e il 2014 di poter realizzare nell’area ex Martinelli uffici e negozi. «Ne stiamo parlando con il Comune – spiega Stefano Pierallini, dirigente della Omep Spa – è in fase di studio, ma ci sono altri problemi derivanti dal discorso del raddoppio della linea ferroviaria (la linea Pistoia-Lucca, ndr)». E sulle voci di una possibile vendita delle ex trafilerie a Hitachi o Finmeccanica, i proprietari smentiscono e non commentano.
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