Gioco
«Disoccupati in aumento il Jobs Act ha solo stabilizzato»
PISTOIA. Se la previsione di assunzioni da parte delle imprese vede un qualche miglioramento rispetto al 2014, non si può dire altrettanto sul dato nudo e crudo della disoccupazione, che in provincia...
PISTOIA. Se la previsione di assunzioni da parte delle imprese vede un qualche miglioramento rispetto al 2014, non si può dire altrettanto sul dato nudo e crudo della disoccupazione, che in provincia continua a crescere. L’incremento dei senza lavoro a Pistoia e provincia a partire dal 2011 è stato costante: si è passati dal 6,3% sul totale della forza lavoro all’attuale 13.3%. La disoccupazione giovanile costituisce il 40% del totale. Dati forniti dalla Cgil, che stima addirittura un saldo finale annuale in ulteriore peggioramento: «Bisogna tenere conto dei duemila cassaintegrati, circa il 2% del totale, la stragrande maggioranza dei quali non ritroveranno lavoro - dice Daniele Gioffredi - E c’è pure un1% di scoraggiati, cioè coloro che non lo cercano nemmeno». Com’è noto, la Cgil non ha in grande simpatia la riforma del Jobs Act, ma Gioffredi riconosce che, quanto meno, una stabilizzazione dei contratti più precari è in corso: «L’effetto in termini numerici sull’occupazione a Pistoia non c’è, ma gli incentivi alle aziende hanno sicuramente stimolato gli imprenditori a trasformare i contratti precari in contratti a tutele crescenti. Va anche detto che lo stock di assunzioni a tempo indeterminato è costituita in quasi la metà dei casi da contratti di lavoro che non superano le 20 ore settimanali. Si trata di una sorta di part-time volontario, che trova il suo sfogo soprattutto in settori di servizi come il turismo e la ristorazione».
L’industria, invece, continua a segnare il passo. «Il problema pistoiese è legato al carattere strutturale della crisi del manifatturiero, non contingente e legato alla crisi degli ultimi anni. Dall’altro lato però va anche detto che l’industria è il settore che risponde meglio alle variazioni del mercato internazionale, come il calo del prezzo dell’energia e il cambio favorevole fra euro e dollaro». (f.a.)
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