Il Tirreno

Pistoia

San Bartolomeo, Comune di Pistoia ancora bocciato

di Fabio Calamati
San Bartolomeo, Comune di Pistoia ancora bocciato

Il Tar dà di nuovo ragione all’azienda che vuol realizzare il parcheggio interrato e minaccia di inviare un commissario

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PISTOIA. L’ultima decisione del Tar della Toscana rimette in pista il piano attuativo per la realizzazione del parcheggio interrato da 320 posti dietro la chiesa di San Bartolomeo. I giudici amministrativi, infatti, con una sentenza depositata venerdì, hanno annullato l’ultimo “no” pronunciato contro il progetto dalla giunta Bertinelli, quello del novembre 2014.

Non solo: la sentenza del Tar precisa che l’amministrazione ha sessanta giorni di tempo dalla notifica della sentenza per dare una risposta definitiva sul piano attuativo; “in caso di persistente inottemperanza” il tribunale potrebbe nominare un commissario ad acta, espropriando quindi l’amministrazione della decisione sull’intera operazione.

A inizio 2015 era stata la Napoletana Parcheggi, l’azienda interessata a realizzare il grande parcheggio in struttura, a impugnare la delibera di giunta del 28 novembre 2014. Quest’ultima ribadiva il “no” al parcheggio interrato, ma con motivazioni diverse rispetto alla precedente bocciatura, quella del 16 gennaio 2014, a sua volta annullata dal Tar nel settembre successivo.

La giunta comunale aveva infatti rilevato che il piano della Napoletana Parcheggi era contrario al Piano della città storica (il cosiddetto “Piano Cervellati”) in quanto in San Bartolomeo era previsto un parcheggio sì, ma pubblico. Inoltre il Piano della città storica mira innanzitutto a recuperare le piazze, mentre l’intervento dell’azienda privata vuole innanzitutto realizzare un parcheggio che consentirebbe “ingenti profitti” (1,5 milioni di euro tra vendita dei box auto e gestione ordinaria della struttura) e ignora quasi del tutto il recupero della piazza.

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Cosa dice il Tar di tutto questo? Per capirlo, bisogna tenere presente la storia precedente del piano di recupero. Presentato nel giugno 2011 dai proprietari del terreno (la parrocchia di San Bartolomeo e l’asilo Regina Margherita) e dalla stessa Napoletana Parcheggi, che ha fatto preparare il progetto e vorrebbe realizzare e gestire la struttura, il piano di recupero aveva ottenuto il via libera tecnico dalla conferenza dei servizi e dalla stessa giunta comunale (sindaco Renzo Berti), che nel gennaio 2012 aveva trasmesso il dossier al consiglio comunale. La svolta arriva con l’elezione di Samuele Bertinelli a sindaco, che fin dalla campagna elettorale aveva fatto capire di non vedere di buon occhio il grande parcheggio interrato a poche centinaia di metri da piazza del Duomo. Il traffico cittadino va rivisto, secondo Bertinelli, nel senso di un allargamento dell’attuale Ztl, altro che parcheggio interrato.

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Difatti la prima pronuncia della nuova amministrazione fu un no, motivato soprattutto con gli indirizzi politici della giunta. Ma il Tar (settembre 2014) annullò la decisione, invitando la giunta a riformulare il giudizio sulla proposta del parcheggio, osservando che quest’ultima rispetta le previsioni urbanistiche e che non può essere bocciata sulla base di un semplice “indirizzo politico” non ancora tradotto in atti (l’aggiornamento del piano del traffico). Da qui riparte l’ultima sentenza del Tar, sottolineando che il secondo “no” partorito dalla giunta tira in ballo questioni (come la realizzazione di parcheggi privati) già note all’amministrazione e che, “deve presumersi”, siano già state valutate in occasione della prima delibera, quella di gennaio 2014. Ma quella delibera il Tar l’ha annullata e l’amministrazione comunale non fece ricorso. Resta dunque l’indirizzo politico contrario della giunta Bertinelli; ma quello, finché non si traduce in atti (tipo la revisione del Piano del traffico), non può motivare un no al parcheggio.

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