Il Tirreno

Pistoia

Inceneritore, indagine infinita

di Beatrice Faragli
Inceneritore, indagine infinita

Le informazioni raccolte sulle patologie correlate non sarebbero sufficienti. E servono altri fondi

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MONTALE. Convocato per il 5 ottobre il vertice tra Regione, Asl, Arpat e Ordine dei medici di Pistoia per fare il punto sull’indagine epidemiologica avviata nell’autunno 2013 e non ancora conclusa.

Al maxi tavolo anche i Comuni di Agliana, Montale, Quarrata, Serravalle e Montemurlo. Non si parlerà però di risultati (inizialmente attesi entro il 31 dicembre 2014). Anzi, potrebbe addirittura emergere la necessità di avviare nuovi studi per capire se a Montale e Agliana, dov’è presente l’inceneritore di proprietà dei tre Comuni della Piana, ci si ammali e si muoia di più a causa di patologie legate alle emissioni da incenerimento rispetto ai territorio di confronto, Quarrata e Serravalle, in cui invece non ci sono impianti.

La prima fase, chiusa solo la scorsa primavera, ha riguardato la raccolta dei dati tra i pazienti (su base volontaria) da parte dei medici di famiglia. Sono stati invitati a partecipare allo studio le persone che dal 1987 al 2012 si sono ammalate di quelle patologie che in letteratura scientifica vengono correlate ai fumi degli inceneritori, come linfomi di Hodgking e non Hodgking, leucemie, sindromi mielodisplastiche, mieloma multiplo e sarcomi. L’invito era stato esteso anche ai familiari delle persone decedute.

La seconda fase è quella in corso, ovvero l’elaborazione dei dati affidata ai ricercatori dell’Ispo. Non è detto però che le sole informazioni raccolte tra i pazienti siano sufficienti a dare validità allo studio. Anzi, potrebbero diventare necessarie altre indagini in ambito ambientale, nuove rispetto a quelle condotte dopo gli sforamenti di diossina del 2007. In questo caso i tempi si allungherebbero notevolmente.

Non solo, per arrivare a dei risultati di scientifico valore, si renderebbe necessario un maggior impiego di risorse.

L’unica cosa certa, a questo punto, è che al tavolo del 5 ottobre sarà presente anche l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. Molti i cittadini che aspettano gli esiti dell’indagine epidemiologica, soprattutto dopo gli sforamenti di diossina e furani registrati nel periodo 15 luglio-14 agosto 2015.

Lo studio riguarda venticinque anni di attività dell’impianto e conseguenti ricadute: arriva fino al 2012 ma sarà significativo per il futuro. Dall’Asl di Pistoia, responsabile dello studio, fanno soltanto sapere che «la raccolta dati è andata a buon fine», dunque anche nei territori di confronto sono state raccolte sufficienti informazioni per la comparazione con quelle di Agliana e Montale.

Inoltre l’azienda sanitaria comunica che «i risultati arriveranno a breve». Quanto questo “breve” sia destinato a durare non lo specificano.

L’unica evidenza arrivata finora è quella dello studio condotto dalla stessa Asl sulla base del registro di mortalità e registro tumori per gli anni 1987- 2008. Negli atti dell’azienda si legge che i decessi per patologie oncologiche nei territori di Agliana e Montale sono più elevati che in provincia e in regione.

A seguito proprio “dell’eccesso di mortalità legato alle malattie da incenerimento”, messo nero su bianco dall’Asl, il 12 gennaio 2012 l’Ordine dei medici di Pistoia ha firmato una moratoria contro l’ampliamento dell’inceneritore di Montale, che invece era stato previsto nel Piano interprovinciale dei rifiuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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