Il Tirreno

Pistoia

L'artista orefice espone i suoi gioielli al museo Marini

Alessandra Tuci
Tommaso Lucarelli durante una sua esposizione in una gioielleria in Oriente
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Tommaso Lucarelli durante una sua esposizione in una gioielleria in Oriente

Il trentaseienne Tommaso Lucarelli arriva ad esporre le sue creazioni a Pistoia, sua città natale, dopo averlo fatto in molte altre città e Paesi del Mondo

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PISTOIA. Tommaso Lucarelli, artista orefice di 36 anni, torna nella sua città dopo aver girato il mondo, come promesso. Le sue creazioni saranno esposte proprio al museo Marino Marini per tutta la giornata di sabato  26 settembre; l’ esposizione proseguirà poi nei giorni successivi allo Studi 38 Contemporary Art Gallery, in corso Giovanni Amendola. Dopo Midoma Gallery a New York, Ame Gallery ad Hong Kong, Glory Art Gallery a Dubai, Etihad Modern Art Gallery ad Abu Dhabi e District Gallery a Los Angeles, Tommaso ha deciso di far amare ed apprezzare le sue creazioni anche a Pistoia, la sua città nativa. E per la prima volta alcune delle sue opere potranno anche essere acquistate.

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“Sono stato contattato proprio dall’onorevole Edoardo Fanucci, che ringrazio infinitamente, proprio mentre ero a Los Angeles e che conoscerò personalmente il giorno dell’esposizione – racconta - Per me è un grande onore che una persona di tale spicco si interessi all’arte e voglia promuoverla”. Fin da bambino Tommaso, secondo i racconti della madre, rimaneva attratto da accessori e gioielli che le persone indossavano, guardandoli rapito come qualcosa di catartico. Frequenta la scuola delle Arti Orafe a Firenze e da lì continua a coltivare la sua passione. Ma in Italia non vede prospettive e decide di andare all’estero: si propone nelle varie gallerie in giro per il mondo, spiegando il suo modello artistico. Un modello di business semplice, come lui stesso racconta, che dà rilievo al prodotto artigianale toscano e che riflette la cultura italiana e cristiana.

“L’arte non è solo un dipinto, può essere fatta in tanti modi, anche attraverso un gioiello” spiega Tommaso. I suoi modelli sono Filippo Brunelleschi, Michelangelo Buonarroti, Salvador Dalì e, naturalmente, la Divina Commedia di Dante Alighieri. “Questi esseri umani hanno dato un grande contributo alla nostra cultura –dice Tommaso- in tempi in cui, quando si costruiva un palazzo, una facciata o una finestra, veniva costruita con amore e pazienza con l'idea di rendere qualsiasi cosa più bella. Io, nel mio piccolo, prendendo esempio da questi grandi artisti, cerco solo con umiltà di tenere viva la passione e l'amore per l'arte, oltre a cercare in ogni mia opera, un regalo, un credo . I gioielli, oltre a quello che si vede, rappresentano una Fede ed il mio lavoro lo conferma, gli dà forma. Io ed i miei gioielli insieme determiniamo un credo vero e proprio che fa riflettere sulla mia firma "D'amor", una parola grande con diversi significati. “Io non ho fatto tutto questo ne sono sicuro.. Io seguo soltanto loro, sono loro che mi portano in giro per il mondo, io faccio solo la mia parte perché la devo fare. Come marito e moglie, io e il mio design insieme riusciamo a dare il giusto messaggio e facciamo ciò che la mia firma mi detta di fare”.

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