Lutto
Coppia legata e rapinata in auto: la ragazza ferita da un colpo di fucile
Terrore a Pistoia: il rapinatore è ricercato dalla polizia, anche con l'ausilio dell'elicottero. Il bandito è fuggito con soldi e carte di credito. La testimonianza di una delle vittime
PISTOIA. Minacciati con una carabina ad aria compressa, legati mani e piedi e rapinati lungo la Pistoia-Riola, sopra Valdibure. Quello di ieri è stato un pomeriggio di terrore per un uomo, trentacinque anni, e una donna, quarantuno, che si erano appartati in un’area seminascosta a pochi passi dalla strada provinciale che porta all’Acquerino. "Scendete dalla macchina o vi ammazzo. Io non ho nulla da perdere", ha intimato l’uomo. "È spuntato all’improvviso con il fucile in mano – racconta il trentacinquenne rapinato – Sono senza lavoro da tre anni, alla fame, voglio solo i soldi” ha detto. Abbiamo vissuto un quarto d’ora di puro terrore".
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Una volta scesi dalla macchina, i due sono stati immobilizzati. "Ci ha detto di dargli orologi, gioielli, contanti, carte di credito e bancomat. Noi – continua – gli abbiamo dato tutto, anche il pin delle carte. Poi ci ha legato le mani dietro alla schiena con del nastro adesivo. A me – ricorda la vittima, seppur sotto choc per l’accaduto – ha legato anche i piedi, ma poco dopo dopo mi ha liberato per arrivare al capanno". Collegato all’area in cui la coppia aveva parcheggiato, infatti, c’è un viottolo che, scendendo tra il bosco per un centinaio di metri, conduce ad una rimessa. "Ci ha fatto entrare lì dentro. Prima è entrata la persona che era con me. Poi io. All’improvviso però è partito un colpo, forse accidentale".
Il proiettile ha ferito la donna al collo. "A quel punto – continua il racconto – sono riuscito a liberarmi dal nastro adesivo. Sarà stata l’adrenalina, non lo so. Ho tirato tre strattoni, mi sono liberato e gli ho tirato una spinta. Lui è scappato via, non so dove. Pochi attimi dopo siamo corsi verso la strada e abbiamo chiesto aiuto a due persone che passavano di lì in macchina". Il racconto delle vittime è al vaglio degli investigatori, che al momento non escludono alcuna ipotesi. Gli accertamenti da parte della Polizia di Pistoia infatti, sono in corso. Neppure la pista dell’aggressione per gelosia può essere ignorata. Intanto si continua a cercare l’uomo che ha rapinato e aggredito la coppia. La caccia all’aggressore è scattata immediatamente, anche con l’impiego di un elicottero.
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Il malvivente, secondo il racconto fatto dalla vittima, è italiano, corporatura media, alto 1,75. "Non aveva un accento toscano. Forse era emiliano ma non ne sono sicuro. Indossava un sottocasco da motociclista che lo copriva quasi totalmente in volto – spiega il trentacinquenne – sul naso aveva una sorta di guscio. Avrà avuto quarantacinque, cinquant’anni". Portava gli occhiali ed era vestito con un gilet verde da caccia e dei pantaloni chiari. Dalle prime informazioni sembra che il rapinatore sia scappato a bordo di una vecchia Polo parcheggiata qualche centinaio di metri più su. Lungo la strada infatti, ha lasciato qualche traccia, come quella borsa termica per bottiglie di vino rubata dalla macchina della vittima e abbandonata un paio di metri più in là, durante la fuga.
"L’impressione – riprende il rapinato – è che volesse lasciarci immobilizzati nel capanno per poi rubarmi l’auto. Le chiavi non le trovo più».
Sul posto, oltre agli uomini della Polizia di Pistoia che hanno effettuato i rilievi, sono intervenuti anche gli agenti del Corpo Forestale e i soccorritori della Misericordia Valli della Bure e Candeglia, per trasportare la donna ferita al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo. Le sue condizioni non sono gravi. "Il colpo – racconta infatti l’uomo che era con lei – l’ha presa di striscio. Spero stia bene». «Io adesso – ci spiega subito dopo la rapina – sono scioccato. Non riesco ancora bene a capire come possa essere accaduta una cosa del genere. So solo che ho visto questa persona spuntare al finestrino. E poi sento ancora quelle parole “scendete o vi ammazzo”… e vedo quel fucile".
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