Sicurezza
«Il centro alcologico deve avere il medico»
SAN MARCELLO. Il centro alcologico della montagna pistoiese deve tornare a nuova vita e soprattutto deve essere garantita la presenza di un medico per poter far fronte alle problematiche degli...
SAN MARCELLO. Il centro alcologico della montagna pistoiese deve tornare a nuova vita e soprattutto deve essere garantita la presenza di un medico per poter far fronte alle problematiche degli alcolisti della zona.
L'appello arriva dai responsabili dell'Acat alcolisti territoriale, i coniugi di Gavinana Lorenza Puccianti e Mario Burattini che, in un certo senso, si sentono inermi davanti alla piaga alcool, poiché in montagna stanno mancando gli strumenti giusti per cercare di arginare questo fenomeno che, secondo loro, imperversa sempre di più tra i giovani e giovanissimi. «Il nostro appello è rivolto soprattutto al governatore della Toscana Enrico Rossi - spiegano i coniugi gavinanesi, attivi ormai da un ventennio sul territorio - perché i troppi tagli alla sanità hanno costretto negli ultimi anni a non far venire poù a Bardalone il medico specialista, uno psicologo, che si occupasse del problema. L'alcolista ha bisogno di parlare con qualcuno, di confrontarsi. In questa situazione però si sente abbandonato e noi non possiamo fare più di tanto. Anche il dottor Fagni, responsabile del Sert di Pistoia, si sta battendo per questa strada ma sembra molto difficile. Un appello lo facciamo anche al sindaco di S.Marcello per colmare questa lacuna».
Lorenza Puccianti e Mario Burattini illustrano poi i progetti imminenti: «Abbiamo intenzione parlare con il nuovo preside dell'Istituto sanmarcellino per propore lezioni di prevenzioni nelle scuole. Vorremmo anche proporre delle giornate analcoliche nei locali della montagna».
Poi Burattini e Puccianti si tolgono alcuni sassolini dalle scarpe. «Nel nostro terriotrio si svolgono molte feste della birra e sappiamo che a volte hanno anche lo scopo di finanziare iniziative benefiche. Però a volte queste manifestazioni sono poco controllate e i partecipanti si lasciano prendere la mano. Chiediamo al Comune di San Marcello di attuare un regolamento ad hoc. Altrimenti, il nostro lavoro rischia di essere vanificato».
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