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Pistoia

ChiantiBanca assorbe Pistoia

ChiantiBanca assorbe Pistoia

Terremoto nell’arcipelago del credito cooperativo: nasce un gigante da 40 filiali e 20.000 soci

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PISTOIA. Nascerà presto una delle più grosse banche italiane di credito cooperativo. E in parte sarà pistoiese. Ieri, infatti, i consigli di amministrazione di ChiantiBanca e Banca di Pistoia hanno approvato il progetto di fusione dei due istituti di credito. La riunione si è svolta a San Casciano in Val di Pesa, sede di ChiantiBanca, che ha dato il via al progetto di fusione per incorporazione della banca pistoiese in quella fiorentina.

Sarà quindi inviata richiesta alla Banca d'Italia per l'avvio del relativo iter di autorizzazione; successivamente toccherà alle assemblee dei soci delle due banche dare il via libera definitivo all'operazione.

“L'aggregazione – sottolinea la nota congiunta diffusa ieri al termine della riunione dei due istituti – prevede un progetto industriale ad elevata valenza strategica grazie alla complementarietà delle banche coinvolte. La banca risultante dalla fusione sarà in assoluto tra le maggiori in ambito regionale e tra le prime cinque banche di credito cooperativo a livello nazionale”.

Tramontano così le ipotesi di accorpamento tra banche di credito cooperativo pistoiesi, che spesso avevano coinvolto Banca di Pistoia come partner fondamentale. Ma in tutte le circostanze non si era mai trovato la soluzione che accontentasse tutti gli attori in gioco. Lo stallo ha alla fine portato ad una soluzione completamente diversa, che incorpora Banca di Pistoia (l’unico istituto rimasto che poteva definirsi totalmente pistoiese, visto che Caripit ha sede in via Roma, ma il capitale è controllato da Intesa Sanpaolo).

“Operare in un'area geografica più estesa ed al contempo essere più radicati – continua la nota – è il presupposto per diversificare i rischi, agire efficacemente sul territorio, perseguire la missione mutualistica e localistica tipica di una vera Banca di credito cooperativo nell'attuale contesto caratterizzato da una crescente globalizzazione. Allargare i propri confini significa infatti conseguire la solidità necessaria ad operare nel credito, offrendo sostegno alle famiglie, alle imprese, alle associazioni del territorio”.

La "nuova" ChiantiBanca sarà in grado di investire nello sviluppo delle economie locali dei territori di riferimento con maggior forza. In questo scenario, potrà contare su una dotazione patrimoniale di oltre 270 milioni di euro ed operare nelle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pistoia, Prato e Pisa con una rete di oltre 40 filiali distribuita in 23 comuni della Toscana.

Con una base di 85.000 clienti e oltre 20.000 soci (circa 14.000 di ChiantiBanca, gli altri di Pistoia), la raccolta complessiva stimata ammonterebbe a circa 3 miliardi di euro e gli impieghi alla clientela ad oltre 2,2 miliardi di euro. “Il Piano industriale di fusione – sottolinea il comunicato – prevede anche investimenti in tecnologia, ammodernamento delle filiali per oltre 8 milioni di euro nel periodo 2016 - 2018 e, per i soci, un pacchetto di vantaggi concreti ed esclusivi cui si affianca ChiantiMutua, una realtà già solida (con oltre 7000 soci e 400 strutture convenzionate) che offre accesso agevolato ai servizi socio-sanitari”.

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