Il Tirreno

Pistoia

Processo Legnorosso, Comune parte civile

di Fabio Calamati
Processo Legnorosso, Comune parte civile

Prima udienza al via il 29 settembre contro gli ex presidenti della Polisportiva, accusati di appropriazione indebita

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PISTOIA. È stata fissata per il 29 settembre la prima udienza del processo a carico degli ex presidenti della Polisportiva Legnorosso, che fino a due anni fa gestiva gli ominimi impianti sportivi di Capostrada. Luca Fabio Fontana ed Angelo Colella, suo successore, sono accusati di appropriazione indebita: in sostanza la procura ritiene che si siano impossessati di proventi dell’attività degli impianti sportivi che avrebbero dovuto essere rendicontati al Comune e reinvestiti per migliorare il centro sportivo. Accuse che i due hanno sempre respinto con decisione.

Comunque l’amministrazione comunale ha deciso di costituirsi parte civile nel processo, riconoscendo di aver subito un possibile danno. La decisione è stata formalizzata dal dirigente del servizio affari legali del Comune, Vito Papa, in una determina dei giorni scorsi. Siccome sulla vicenda Legnorosso l’avvocato Vito Papa ha già espresso valutazioni nell’ambito dei suoi compiti di ufficio, il Comune sarà rappresentato da un professionista appositamente nominato, Luca Magni.

Al processo che prenderà il via il 29 settembre, si è arrivati dopo una udienza preliminare, ad aprile, nella quale Fontana e Colella erano entrati con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. È stato proprio il gup Alessandro Buzzegoli a riqualificare l’accusa in appropriazione indebita, rendendola meno pesante e rendendo possibile al pm procedere alla citazione diretta degli imputati davanti al giudice monocratico, saltando così il filtro dell’udienza preliminare.

La Polisportiva Legnorosso si aggiudicò nel 2005 la gestione del polo sportivo comunale di Capostrada. L’anno dopo la giunta comunale (proponente l’assessore Luciano Pallini) modificò la convenzione in vigore, assegnando alla polisportiva anche i proventi del campo sintetico per il calcio a 11. Una delibera che l’avvocato comunale Vito Papa stesso defnì “macroscopicamente illegittima”. Ciò nonostante la gestione proseguì e il problema, a livello politico, esplose solo nell’estate del 2010, con una interpellanza firmata dal consigliere Andrea Betti (all’epoca del gruppo Italia dei valori) che chiedeva chiarezza sulla gestione del centro sportivo.

Ne seguì una prima indagine affidata ad una commissione speciale che concluse i suoi lavori nel settembre 2011, mettendo in evidenza una lunga serie di errori e carenze nella gestione comunale del polo sportivo (in realtà non solo di quello del Legnorosso). Quasi nello stesso periodo si avviò anche l’indagine penale, affidata ai carabinieri, che presero le mosse da alcune segnalazioni confidenziali su presunte irregolarità.

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