Il Tirreno

Pistoia

Il piccolo Manuel ha finito di lottare

Il piccolo Manuel ha finito di lottare

È morto ieri tra le braccia dei genitori il bambino di 5 anni malato di tumore per il quale si era mobilitata tutta la città

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PISTOIA. È finita la lunga battaglia di Manuel Cianferoni, il bambino di 5 anni malato di tumore al cervello da quando ne aveva 2, per il quale tutta la Pistoia sportiva si è mobilitata nei mesi scorsi.

Il piccolo è morto ieri pomeriggio nella casa di famiglia, a Candeglia, circondato dall’amore dei genitori Andrea e Alessia. Inutili gli sforzi dei medici che lo seguivano da anni e che fino all’ultimo hanno cercato di regalare a tutti un altro po’ di speranza.

La notizia della morte di Manuel si è diffusa rapidamente a Pistoia, toccando il cuore delle tantissime persone che avevano impegnato un po’ della loro vita per raccogliere fondi e manifestare la loro solidarietà al piccolo. Il funerale di Manuel si svolgerà lunedì mattina alle 10 nella chiesa di Candeglia.

È stato lo scorso anno che la storia del piccolo Manuel è divenuta di dominio pubblico, soprattutto per lo sforzo di un gruppo di parenti ed amici di raccogliere fondi e solidarietà per sostenere la lotta del bambino e della sua famiglia contro il terribile male che lo aveva attaccato.

La battaglia per Manuel divenne subito la battaglia dei tifosi della Giorgio Tesi Group e del mondo del basket in generale: prima di tutto quello cittadino, ma non solo. L’iniziativa delle t shirt dedicate al piccolo ha consentito ad esempio di raccogliere fondi in tantissimi palasport italiani. Anche il mondo del calcio si era mobilitato, con striscioni di sostegno e altre iniziative.

E questo grande sforzo è sembrato ad un certo momento produrre un risultato tangibile, nel febbraio scorso, quando Manuel è stato dimesso dall’ospedale Meyer, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi di alcuni problemi renali legati alle aggressive e debilitanti cure cui era costretto a sottoporsi. Manuel stava meglio, il palaCarrara lo accolse con un commovente applauso.

Le speranze, però, sono durate poco: le condizioni di Manuel sono di nuovo peggiorate, la malattia è proseguita e alla fine medici e familiari hanno dovuto arrendersi.

Numerose, in queste ore, le testimonianze e i ricordi che affollano il web. Uno, particolarmente toccante, è firmato da Federico Flori, da sempre impegnato in prima linea in questa battaglia. “La morte non è niente – scrive Flori – sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato”. E poi: “Io ci provo a non piangere, te lo giuro, però non sono certo di riuscirci; mi hai spiegato cos'è la forza, il significato di un sorriso, il calore di un abbraccio, la comunicazione dello sguardo. Addio piccolo leone, e grazie per tutto ciò che hai fatto per me”.

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