La manifestazione
Case allagate a ripetizione ma nessun risarcimento
La denuncia dei residenti di Barba, una delle frazioni più colpite: beffa clamorosa Gli unici soldi arrivati sono quelli del contributo straordinario di solidarietà
QUARRATA. Case allagate ma bocche asciutte per le famiglie con Isee superiore ai 36.000 euro che hanno subìto «danni ingenti» durante gli allagamenti del gennaio-febbraio 2014. A loro infatti non toccheranno neanche le briciole. Dalla frazione di Barba, una delle più colpite, denunciano «la clamorosa beffa che – taglia corto Daniele Camilletti, residente della zona andata sott’acqua nel 2014 - assume quasi i contorni di una truffa».
Le carte presentate in Comune da diverse famiglie, a testimonianza dei danni registrati su muri, mobili, divani e elettrodomestici nelle terribili emergenze affrontate dalla Piana un anno e mezzo fa, mese più mese meno, mostrano una richiesta complessiva di risarcimento da decine di migliaia di euro. Proprio a seguito del disastro, il 14 febbraio 2014 anche il presidente Enrico Rossi fece visita nella Piana, al ponte sull’Ombrone, Ferruccia. Adesso i cittadini bussano in Regione. «Vogliamo sapere quanto verrà stanziato per noi e quanto è già arrivato in Comune» dice Camilletti. L’ attesa a questo punto però, è vana. Come spiegano dagli uffici comunali infatti, «gli unici soldi arrivati (ancora da distribuire, ndr) sono quelli del contributo straordinario di solidarietà», ovvero 30mila euro complessivi da dividere tra i nuclei che, avendone fatto richiesta, hanno un Isee inferiore ai 36mila euro: cioè 6 sulle 12 domande complessive arrivate in Comune, 16 se si contano anche le aziende. Il requisito economico, precisano dal palazzo, è «stabilito da una legge regionale». Il termine per la presentazione delle fatture, a documentazione dei lavori effettuati, scadeva oggi. Dunque, alla fine chi vuole il contributo deve per forza far eseguire i lavori a un’impresa: niente fai da te, nemmeno per imbiancare i muri, visto che poi c’è da presentar fattura. Questo ha probabilmente inciso sul contenuto numero di domande inoltrate. Il problema maggiore però, lo solleva chi è rimasto fuori anche da queste poche briciole stanziate. «Se sono gli unici soldi a disposizione, devono essere distribuiti tra la totalità delle famiglie colpite» ammonisce Camilletti. «Paghiamo le tasse come tutti – il plurale è d’obbligo, visto che l’uomo condivide con diversi vicini lo stesso problema dei mancati risarcimenti – Siamo andati più volte a informarci in Comune e dagli uffici ci hanno sempre detto che stavano verificando, che le procedure erano ancora in corso. E’ passato più di un anno e mezzo dall’ennesimo disastro e noi ancora non abbiamo visto un centesimo. L’assessore regionale Fratoni, che viene proprio da Pistoia, ci dovrà dare una risposta».
Beatrice Faragli
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