Sicurezza
Tutte le piscine di Pistoia sono inutilizzabili
Lombardi: «È una situazione davvero imbarazzante» La Provincia non ha soldi per l’impianto di Maresca
PISTOIA. Situazione piuttosto caotica quella che riguarda le piscine pistoiesi. Il Motivo? Più di uno. La mancanza di soldi in primis, ma anche problemi tecnici, strutturali e malfunzionamenti vari. Per gli amanti del nuoto è difficile in questo periodo poter dare sfogo alla propria passione: le piscine, ad oggi, sono tutte chiuse.
Alla Fedi, principale impianto natatorio cittadino, c’è una pompa dell’acqua rotta ed una caldaia non funzionante. Per non parlare della facciata dell’edificio e degli infissi che cadono a pezzi. L’impianto sportivo in questione, così come quello de Le Ginestre a Maresca, di proprietà provinciale, è stato affidato in gestione alla Virtus Buonconvento di Siena. La gestione scade però il 30 settembre e la Provincia non ha i soldi per rinnovarla (160mila euro l’anno), anche se fa sapere che metterà 15mila euro per le imminenti riparazioni. Anche l’Acquarama, piscina privata di via Udine, non riaprirà per problemi tecnici (forse) fino al 28 settembre (in genere riapriva i battenti dopo la pausa estiva la prima settimana del mese). Così come la piscina Boario di via Calamandrei che riaprirà al pubblico il primo di ottobre. Insomma, non proprio una situazione felice per la piccola città di Pistoia. Soprattutto perché le piscine ci sarebbero, ma non vengono valorizzate o riqualificate come dovrebbero essere. Per non parlare del fatto che, oltre a nuotatori agonistici, dilettanti ed ai bambini, il nuoto è l’unico sport che può essere praticato anche da chi ha dei problemi fisici o da chi vive su una sedia a rotelle. «È una situazione imbarazzante non avere nella nostra città un impianto adeguato per il nuoto – le parole di Massimiliano Lombardi, allenatore dell’Associazione nuotatori pistoiesi - Eppure il bacino di utenza è ampio e c’è chi utilizza la piscina come terapia per problemi di salute. L’Associazione ha quattro atleti nazionali che hanno gareggiato ovunque tranne che a Pistoia, proprio per la mancanza di una struttura adeguata».
«I nuotatori pistoiesi si allenano da sempre al Boario, unico impianto disponibile, ma per le gare devono spostarsi altrove. È un problema che comunque riguarda tutti i cittadini, non solo i nuotatori affermati – prosegue Lombardi - Il nuoto è uno sport che dà benessere ed ha anche la funzione di salvare la vita a se stessi o ad altri nelle situazioni di emergenza». E Lombardi focalizza l’attenzione soprattutto su coloro che hanno gravi problemi motori. «Ho visto persone in carrozzina che riescono a muoversi solo nell’acqua. È una vera pecca che non ci siano spazi idonei».
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