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Scatta la raccolta di firme contro il Comune unico

Scatta la raccolta di firme contro il Comune unico

MARCELLO. E' fresca di ore e già si trova in molti locali della montagna pistoiese. E' una petizione popolare, apartitica e apolitica, contro qualsiasi ipotesi di fusione dei Comuni della montagna...

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MARCELLO. E' fresca di ore e già si trova in molti locali della montagna pistoiese. E' una petizione popolare, apartitica e apolitica, contro qualsiasi ipotesi di fusione dei Comuni della montagna pistoiese proposta da Carlo Vivarelli, abitante di Maresca e primo firmatario, che ha già riscosso alcune firme di adesione. La petizione si trova da ieri in vari locali di San Marcello, Maresca, Campo Tizzoro, Pontepetri, Cutigliano, Popiglio, Piteglio, Pian degli Ontani, Abetone. «Sono convinto che l’accorpamento dei comuni - spiega Carlo Vivarelli - non corrisponda a nessuna esigenza di razionalizzazione amministrativa, ma sia invece un tentativo di togliere capacità di autogoverno amministrativo alle popolazioni della montagna, già durissimamente colpita dalla razionalizzazione di servizi».«I firmatari di questa petizione - si legge nel testo - si oppongono alla fusione totale o parziale dei comuni della montagna pistoiese, ritenendo questa fusione un attacco al principio di effettivo autogoverno delle comunità della montagna pistoiese. I reali obiettivi della fusione dei Comuni sono il progressivo svuotamento del fondamentale diritto delle comunità ad amministrarsi nel miglior modo possibile e la ulteriore riduzione di risorse destinate al nostro territorio». D'altra parte Carlo Vivarelli non è il solo a pensarla così. Lo stesso capo gruppo di minoranza del Comune di Abetone, Giorgio Fabbri (Noi piccoli Comuni montani) è da tempo che lo sostiene. «Nella fusione dei Comuni - spiega Fabbri - non ci sono tutti i vantaggi che dicono coloro che sono a favore e noi di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale siamo contrari. Per capire se la proposta poteva portare giovamento avremmo dovuto far funzionare prima l'Unione dei Comuni. Prima di andare al referendum sarebbe doveroso fare le assemblee pubbliche per informare la gente».

Carlo Bardini

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