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Prescritto il reato, resta il risarcimento alle parti civili

MONTALE. La terza sezione della corte d’appello di Firenze ha dichiarato prescritti i reati per i quali in primo grado erano stati condannati a un anno e sei mesi di arresto ma ha riconosciuto i...

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MONTALE. La terza sezione della corte d’appello di Firenze ha dichiarato prescritti i reati per i quali in primo grado erano stati condannati a un anno e sei mesi di arresto ma ha riconosciuto i danni morali e confermato la condanna al risarcimento di tutte le parti civili e alle spese legali. Si è chiuso così l’appello nei confronti di Giorgio Tibo e Maurizio Capocci, rispettivamente ex presidente del Cis srl ed ex responsabile dell'inceneritore di Montale.

I due erano stati chiamati a giudizio per il clamoroso malfunzionamento che, nell'estate del 2007 portò al blocco dell'inceneritore di Montale, causato dall’intasamento degli ugelli che sparavano carboni attivi dentro la ciminiera per abbattere la concentrazione di diossina e di altri inquinanti. La condanna per il danno morale patito, prevede il risarcimento di 1.000 euro a ciascuno dei 44 abitanti residenti nei dintorni dell’inceneritore costituitisi parti civili e 400 euro alla sezione pistoiese di Legambiente, nonchè le spese legali nei confronti dei legali: Elena Di Salvio, Francesca Meucci, Pamela Bonaiuti e Federico D’Angelo.

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