Il Tirreno

Pistoia

Canile, bando comunale spaventa l’Enpa di Pistoia

di Beatrice Faragli

Dal 2016 la gestione del Rifugio di via Agati potrebbe passare ad altri L’allarme dell’Ente protezione animali: «I cani rischiano la deportazione»

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Tutto cominciò alla fine del 1800, con la sottrazione dai macelli pubblici dei cani randagi destinati alla soppressione. A sporcarsi le mani e a salvare vite trattate come legna da ardere, erano i volontari della società pistoiese protettrice degli animali. Da quell’ embrione sarebbe poi nata l’Enpa sezione di Pistoia: fondatrice del primo rifugio per cani della città e gestore, da anni, del servizio di custodia e cura dei randagi. Dal 2016 però, questa gestione non sarà più scontata. L’amministrazione comunale di Pistoia infatti, insieme agli altri 10 Comuni convenzionati, nei prossimi mesi ricorrerà a un bando di gara per l’affidamento del servizio. Una scelta politica che risiede nella “casa di vetro” Bertinelliana, ma anche – informano da palazzo di Giano- «un obbligo» imposto dal quadro normativo europeo. L’Enpa invece, di fronte alla gara in arrivo, esprime preoccupazione per il futuro di animali e dipendenti. «I cani del canile di Pistoia a rischio deportazione» denunciano gli animalisti attraverso il manifesto diffuso nelle scorse settimane per aprire una campagna straordinaria di adozioni. Fino alla realizzazione, un decennio fa, del canile sanitario da parte degli 11 Comuni coinvolti, quella dell’Enpa è stata l’unica struttura di accoglienza disponibile. Per affidamento diretto, scaduto il 31 dicembre 2013 e prorogato al 31 dicembre 2015 (un allineamento di tutti i Comuni all’ultima scadenza temporale nel calderone di convenzioni presenti), l’Ente protezioni animali ha ottenuto anche la gestione del sanitario. L’inedito bando di gara segna sicuramente una svolta, nel bene o nel male. Ci sono in ballo centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici: e dal Comune già annunciano di voler destinare più risorse al canile rispetto al passato. Soprattutto, in mezzo a tante carte, ci sono decine di animali. I novanta cani accolti nel Rifugio di via Agati, di proprietà dell’Enpa, adiacente al sanitario realizzato nel 2005, potrebbero essere spostati altrove nel caso in cui a vincere la gara dovesse essere un soggetto diverso dall’attuale gestore. Di sicuro, chiariscono dal Comune, non sarà preclusa la partecipazioni alle associazioni. «Noi tutti – informa il consiglio direttivo dell’Enpa -siamo preoccupati perché assicurare il benessere di esseri senzienti spesso maltrattati, malati o semplicemente abbandonati richiede tanta motivazione, passione e sensibilità». Alle amministrazioni la sezione pistoiese chiede inoltre di escludere dal bando i novanta cani presenti al Rifugio. «Sono fobici, mordaci, con gravi malattie o semplicemente vecchi ma comunque sereni e felici nella loro casa». Il Comune, dal canto suo, informa che tra gli obiettivi della gara c’è quello di unificare i vari servizi legati alla cura degli animali, dunque si va verso un pacchetto a gestione unica. Per ogni singolo cane difficilmente adottabile inoltre, sarà cercata una precisa soluzione. Il benessere degli animali, continuano dall’amministrazione, sarà al primo posto nel bando: a offerta economicamente più vantaggiosa e non – precisano - al maggior ribasso. A fare la parte del leone quindi, non sarà il borsello, ma saranno la qualità del servizio offerto e anche il radicamento territoriale del candidato gestore. Ci saranno inoltre vincoli, nel caso di un cambio nella gestione, per il riassorbimento dei dipendenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web