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Pistoia

Truffa all’Inps, arrestato imam

Truffa all’Inps, arrestato imam

Ha riscosso 30.000 euro di mobilità e assegni familiari anche se era tornato da anni in Marocco

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PISTOIA. Gli agenti della Digos l'hanno arrestato, in flagranza di reato, dopo che aveva appena prelevato 3.400 euro dal conto corrente delle poste di via Bellaria. Per Mohammed Rafiq, 48 anni, marocchino, vice imam delle moschee di Pistoia e Capannori, sono scattate le manette ai polsi. Dovrà rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Percepiva indebitamente, secondo gli inquirenti, contributi pubblici. In due anni ha incassato dall'Inps 30.000 euro, senza averne diritto.

Cos'è successo? Lo spiega il vicequestore Luigi Larotonda, capo della Digos: «Per riscuotere l'ammortizzatore sociale della mobilità occorre risiedere nel Paese che la concede. Mohammed Rafiq era irreperibile sul suolo italiano dal 2013». Non solo, l'uomo riscuoteva, nel totale dei 1.150 euro dell'assegno di mobilità, anche 350 euro di assegni familiari e 80 euro di bonus. Ma la famiglia - moglie e tre figli - era tornata in Marocco, a Fez, nel 2009. «Si apre potenzialmente una voragine nei conti dello Stato - commenta il vicequestore Larotonda - Ci sono molte persone che lavorano qui per alcuni anni, hanno accesso agli ammortizzatori sociali e poi se ne vanno». L'Inps era all'oscuro di tutto. L'ultima tranche di 3.400 è stata recuperata, e ieri è stato avviato il recupero anche delle altre somme, che appare comunque difficoltoso. Mohammed Rafiq era arrivato in Italia nel 2000. Ha lavorato fino al 2011 in un maglificio di Prato, esercitando contemporaneamente la funzione di vice imam nella moschea di Sant'Agostino. Risiedeva con la famiglia a Pistoia, ma moglie e figli, come detto, sono tornati a Fez nel 2009. Nel 2011 l'azienda ha fatto ricorso alla cassa integrazione, nel 2013 è poi arrivato il licenziamento e la mobilità. Ma per avere diritto all'ammortizzatore sociale è necessaria la permanenza nel Paese che lo eroga. «È possibile andare all'estero - ricorda Larotonda - per un massimo di 15 giorni e 3 giorni per motivi di lutto». Con gli assegni familiari percepiva 1.100-1.150 euro al mese, ma dal giugno 2013 risultava irreperibile. Non risiedeva più a Pistoia, vi tornava solo poche volte l'anno per riscuotere la mobilità dal conto corrente postale. «Usava il nostro Paese come un bancomat», commenta Larotonda.

L'ultima volta Mohammed Rafiq era tornato in Italia a marzo, poi a settembre. «Il 7 settembre è giunto in Italia con un volo Ryan Air. Scalo a Barcellona e poi sbarco a Pisa. Da quel momento è stato tenuto sotto controllo. Ha avuto diversi contatti nelle province di Lucca e Pistoia, non dormendo sempre nel solito posto».

Ha effettuato due prelievi da 3.000 euro ciascuno l'8 e il 9 settembre. L'ultima somma due giorni fa, intorno alle 11, all'ufficio postale di via Bellaria. «Al momento del prelievo sono intervenuti gli agenti della Digos che - racconta il vicequestore - l'hanno arrestato in flagranza in base al 640 bis del Codice penale: reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, in questo caso finalizzata all'erogazione di contributi pubblici. È un reato che prevede pene fino a 6 anni. Da ulteriori accertamenti - continua - è venuto fuori che le generalità sui documenti non corrispondevano: l'anno di nascita era lo stesso sia sulla carta di soggiorno che sulla patente e la carta d'identità, mentre il giorno e il mese erano diversi su questi ultimi due documenti. Da qui la denuncia». Mohammed Rafiq, secondo la ricostruzione della Digos, non abitava più in Italia dal giugno 2013. «Vi rientrava quelle poche volte l'anno sufficienti a prelevare i soldi e fare i giri che doveva fare. Ha officiato la preghiera anche nei giorni scorsi, sia alla moschea di Pistoia che in quella di Capannori. La carta di soggiorno gli dava la sicurezza di spostarsi senza timore nel caso fosse stato fermato per un controllo».

La Digos nei mesi scorsi ha compiuto diverse perquisizioni in provincia, in abitazioni di cittadini musulmani. L'attenzione è alta, anche se il vicequestore precisa che per Mohammed Rafiq l'arresto è scattato per il reato di truffa e che l'uomo era incensurato, prima dell'arresto di lunedì.

Tiziana Gori

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