I sindacati Breda a Hitachi: servono assunzioni
La Rsu: il primo ottobre avverrà il passaggio ufficiale di proprietà ma l’azienda si deve rilanciare
PISTOIA. Avverrà proprio il primo ottobre la formalizzazione della cessione di AnsaldoBreda da Finmeccanica al gruppo giapponese Hitachi, in base all’accordo siglato nel febbraio scorso.
A confermare una data già ampiamente prevista è stata, ieri, la Rappresentanza sindacale unitaria di via Ciliegiole, in una nota in cui si esprime soprattutto preoccupazione per il clima di incertezza in cui avviene questo fondamentale passaggio per la vita dell’azienda ferroviaria pistoiese-napoletana.
I primi punti sollevati dalla Rsu riguardano i carichi di lavoro e il ventaglio di prodotti con cui AnsaldoBreda si presenta sul mercato mondiale. I primi sono garantiti fino al 2016; il secondo presenta grosse lacune, perché il treno elettrico a due piani (Tsr), ad esempio, sarà anche un prodotto di punta ma necessita di una riprogettazione per adeguarsi alla normativa europea. Oppure per le metropolitane leggere automatiche (altro prodotto di punta) AnsaldoBreda è tecnologicamente dipendente da Ansaldo Sts. “È quindi necessario - si legge – che nuove commesse vengano acquisite in tempi ristretti per assicurare la continuità produttiva negli stabilimenti e per questo è indispensabile che lo sviluppo di nuovi prodotti vada ad integrare quelli che già ci sono”. In particolare, il documento della Rsu auspica che AnsaldoBreda partecipi alla maxi-gara da 4,5 miliardi di euro indetta da Trenitalia per 500 treni regionali.
Inoltre, secondo la Rsu, un rilancio di AnsaldoBreda (obiettivo dichiarato più volta da Hitachi) non può prescindere “ dall'adeguamento dell'organico delle aziende del gruppo, già ora numericamente inadeguato a sostenere i carichi di lavoro di progettazione e produzione”. La soluzione a portata di mano è iniziare la reintegrazione del personale delle aziende dell’indotto, dei lavoratori temporanei e dei consulenti.
Infine “non meno importante è la questione degli investimenti. Ad oggi ci sono certezze solo per gli investimenti programmati e finanziati da Finmeccanica (come la nuova sala prove a Pistoia ed il robot di saldatura per i telai carrello a Napoli). Quello che manca è il piano di sviluppo, e quindi di investimenti, che Hitachi intende attuare”.
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