Il Tirreno

Pistoia

L'addio a Luca Innocenti Belgradi sulle note di Rondelli e Leonard Cohen

Valentina Vettori
Gli amici trasportano il feretro in chiesa per la cerimonia funebre (foto Gori)
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Gli amici trasportano il feretro in chiesa per la cerimonia funebre (foto Gori)

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PISTOIA. "Per amor del cielo”. È sulle note del cantautore toscano Bobo Rondelli che la famiglia e gli amici hanno dato lunedì 14 settembre, alle 10, l’ultimo saluto a Luca Innocenti Belgradi. Una folla composta e silenziosa, fuori dalla chiesa di San Pierino Casa al Vescovo, che all’arrivo della salma, seguita a piedi dalla moglie Silvia e dai due figlioletti, si è sciolta in un applauso. Sulla bara una corona di rose rosse e gigli bianchi, e da parte dei familiari la richiesta di donazioni per l’Associazione Italiana contro le Leucemie e l’associazione pistoiese “We love Anastasia”, di cui lo stesso Luca era una delle anime più attive. E proprio gli amici del trentanovenne pistoiese hanno colorato la folla indossando le magliette dell’associazione fondata per la piccola Anastasia, mentre i compagni della squadra di calcetto Bottegone Uisp si sono presentati con le maglie da gioco, in ricordo della passione calcistica di Luca. Intorno, moltissime persone della piccola frazione pistoiese, e tanti bambini e ragazzini, compagni di scuola e amici dei due figli dell’uomo.

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Luca Innocenti Belgradi è morto lo scorso venerdì 11 settembre, all’ospedale di Pisa dove era ricoverato. Malato di leucemia da un anno, la malattia non gli ha lasciato scampo, nemmeno dopo il tentativo del trapianto di midollo osseo. Vivaista di Vannucci Piante, viveva a San Pierino con la moglie e i loro due bambini. La messa - celebrata da don Michele Palchetti, parrocco della frazione pistoiese – ha ricordato il grande cuore del giovane Luca. «Una splendida persona che possedeva la capacità di aprirsi alla vita e di vivere con delicatezza ed educazione».

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E il parroco - tornando sulle note della canzone di Rondelli che ha accolto la salma all’arrivo in chiesa – ne cita un passaggio per ricordare a tutte le persone presenti che anche una canzone può aiutare a credere di poter, un giorno, rincontrare Luca. “Niente può fermare, neanche il freddo più polare, quelle anime perdute che si sono ritrovate. E non possono tenere, mentre mano nella mano vanno come sulle ali a migrare verso il sole, per amor del cielo”.

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Don Michele Palchetti dedica poi un pensiero speciale alla moglie Silvia e ai figli, che hanno perso il padre troppo presto. L’augurio di poter capire che il padre li seguirà sempre, finché un giorno lontano potranno finalmente riabbracciarsi. Al termine della cerimonia, la bara è stata trasportata nel cimitero di San Pierino, accanto alla chiesa, sulle note della struggente “Hallelujah” di Leonard Cohen, insieme a un ultimo infinito applauso di tutti i presenti.

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