Il Tirreno

Pistoia

La crescita economica ora c’è ed è evidente

di Pasquale Petrella
Renzo Vettori illustra i grafici dell'economia Pistoiese (Foto Gori)
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Renzo Vettori illustra i grafici dell'economia Pistoiese (Foto Gori)

Il Centro Studi dell’Unione Industriale di Pistoia ha registrato l’aumento della domanda interna cosa che non accadeva dal 2006

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PISTOIA. Per la prima volta dal 2006 i numeri dicono che c'è una "evoluzione positiva" della domanda interna. Per Pistoia questo significa che c'è una ripresa più bilanciata che coinvolge anche le aziende con meno di dieci dipendenti, ovvero quelle che fino a pochi mesi fa erano rimaste escluse dal traino dettato dalle esportazioni (il settore che ha retto contro la crisi) e che premiava prevalentemente solo le imprese più grandi, quelle più strutturate che in percentuale però non superano il 25% del manifatturiero pistoiese.

L'inversione di tendenza permette al Centro studi di Confindustria Pistoia di esprimere giudizi di parziale ottimismo. «Se negli ultimi anni abbiamo quasi sempre parlato solo di numeri negativi, i dati dei due trimestri del 2015 invece ci permettono di dire che si vede la luce fuori dal tunnel e i dati positivi riguardano soprattutto questi ultimi mesi». Forse è una ripresina più che una ripresa, come sottolinea il nuovo direttore della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, Umberto Alunni, che tuttavia condivide a pieno l'analisi che Renzo Vettori illustra in sala stampa nel palazzo di Confindustria sotto l'occhio attento di Cristiana Pasquinelli, consigliere delegato per il Centro Studi.

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«Sì, l'economia pistoiese sta crescendo, anche se ancora in maniera modesta», sottolinea Alunni, al quale si aggiunge Daniele Giuffredi della Cgil che mette sul piatto della bilancia il dato assolutamente negativo e «scoraggiante della disoccupazione che ha raggiunto il 13,3% nel 2014 e con una cassa integrazione che, se non rifinanziata, potrebbe provocare grosse problematiche l'anno prossimo».

Ma il segno "più" che emerge in vari settori presi in considerazione nell'analisi di Confindustria fa prevalere l'ottimismo.

Il settore mobili, quello che ha sempre fatto registrare le peggiori performance, «si è ripreso meglio che nel resto d'Italia - dice Vettori - Da un -13 del secondo semestre del 2014 siamo passati ad un -3,5 alla fine del primo semestre 2015 quando in Italia, nel pari periodo è a -4,7. Stiamo registrando questo rimbalzo della crescita dell'economia che sta a significare che qualcosa si sta muovendo. La strada è quella giusta anche se bisognerà verificare nei prossimi mesi se c'è una continuità e si tratta di vera crescita oppure si è trattato solo di un rimbalzo». I numeri nel settore mobili sono sempre negativi ma è evidente che la flessione della produzione «si è ulteriormente ridotta negli ultimi mesi e il dato dell'intero semestre è compatibile con una tenuta o leggera ripresa rispetto all'ultima parte del 2014».

Il settore metalmeccanico è fra quelli che va meglio con un +3,1 quasi uguale al trend nazionale che si attesta per il primo semestre 2015 sul +3,3. Il settore alimentari, e questo non rappresenta una novità, continua a far prevalere il segno positivo con un +0,4 e lo stesso vale per i settori carta e cartotecnica con un tondo +1 rispetto alla media nazionale che supera di poco lo zero con un +0,1. Fra i settori che trainano la crescita dell'indice italiano a Pistoia manca soprattutto il contributo della chimica che fa registrare un -3 quando nel resto della Penisola si attesta su un buon +2,8. Un dato così contrastante meriterebbe un miglior approfondimento per capire come mai il settore pistoiese rimane escluso dalla crescita registrata nel resto d’Italia.

Per il futuro le previsioni dicono che «la domanda estera continuerà ad essere il motorino trainante della crescita del manifatturiero pistoiese ma - aggiunge Vettori - miglioreranno anche la domanda interna e la produttività. Tutti i segnali registrati parlano di un moderato ottimismo per il secondo semestre e di una stabilizzazione dei livelli».

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