Il Tirreno

Pistoia

rottura nel centrosinistra a montale

Sel esce dalla maggioranza

L’amministrazione Betti accusata di «metodo verticistico»

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MONTALE. Il progetto di riunire tutti i partiti del centrosinistra sotto un’unica bandiera, sembra essere ufficialmente fallito. Già un anno fa, nei mesi che precedettero le amministrative, comunisti e socialisti si staccarono dalla coalizione che avrebbe portato alla vittoria Ferdinando Betti, attuale sindaco in quota Pd. Ora si assiste all’ennesima clamorosa uscita. In un comunicato il gruppo dirigente di Sel ha voluto ufficializzare la sua rottura con la maggioranza, nata da «un malessere politico che è andato crescendo nel tempo». Alla base di tutto questo, sarebbe il «metodo verticistico e autoreferenziale» assunto dall’amministrazione Betti in merito ad ogni genere di decisione riguardante la vita del comune. «Nessuna riunione o incontro, né tra le forze politiche né tantomeno tra coalizione ed amministratori, ha mai avuto luogo. – si legge nel comunicato - Solo nel mese di luglio, oltre un anno dopo l’insediamento dell’amministrazione, a seguito di una richiesta scritta di Sel e Montale Progetto Comune dopo che erano cadute nel vuoto numerose richieste verbali, si è riunita la coalizione». Sarebbe stata questa la prima vera occasione, dopo la vittoria alle elezioni, per quel confronto tra alleati che per troppi mesi era venuto a mancare. Secondo i dirigenti di Sel, si era però guastato quel rapporto di fiducia necessario a tenere uniti soggetti politicamente differenti. La situazione in cui verserebbe la macchina amministrativa, lo svilimento delle funzioni del consiglio comunale, l’assenza di un confronto sulla recente legge urbanistica regionale avrebbero alimentato un malcontento che si trascinava da mesi. A questi temi se ne sarebbero poi aggiunti altri di natura prettamente locale, come la chiusura della scuola di musica del capoluogo, quella, senza alternative certe, della scuola elementare di Stazione, oltre alla riduzione di risorse per il welfare dell’intero territorio comunale. A far traboccare il vaso, infine, l’atteggiamento tenuto dall’amministrazione dopo i recenti sforamenti dell’inceneritore, che non avrebbe previsto alcuno spazio di confronto su una questione tanto delicata. La coalizione, quindi, si potrebbe dire definitivamente sciolta. Dopo la scomparsa dell’IdV, avvenuta a pochi mesi dalla chiusura delle elezioni, come ha confermato la sua ultima portavoce Cinzia Chiti, resterebbero soltanto il Pd e Montale Progetto Comune, il quale, però, sembra aver esaurito la sua iniziale vocazione di gruppo politico in favore di un associazionismo più culturale. Secondo Sandro Nincheri, di Montale Progetto Comune «le ragioni del distacco andranno ricercate nei comportamenti dei singoli soggetti che vi avevano inizialmente aderito». (m.v.)

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