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Sforamenti: Cis rescinda il contratto con Ladurner

MONTALE. Gli sforamenti di diossine, avvenuti tra luglio e agosto, hanno aperto un ampio fronte di discussione destinato a portare a un nuovo modo di concepire la gestione dell'inceneritore. In...

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MONTALE. Gli sforamenti di diossine, avvenuti tra luglio e agosto, hanno aperto un ampio fronte di discussione destinato a portare a un nuovo modo di concepire la gestione dell'inceneritore. In aperta polemica verso la Ladurner, l'azienda che attualmente gestisce l'impianto, si sono ora schierate tutte le forze di opposizione dei Comuni di Montale e Agliana, riunitesi nel gruppo "Io non CISto". L'asse, politicamente variopinto, ha diramato un comunicato stampa in cui si richiedono al gestore le ragioni per cui si sarebbe proceduto con la decisione di "immettere nell'impianto una minore quantità di carbone attivo rispetto alle quantità dei mesi precedenti, come riportato nei Report mensili pubblicati sul sito di CIS spa".

Il gruppo, composto da formazioni politiche di destra, sinistra e grillini, si domanda anche come si possa arrivare a conoscere i risultati delle analisi con settimane di ritardo rispetto alle date in cui si è verificato l'evento. Per questo reclama a gran voce che i controlli sulle fiale debbano "essere eseguiti almeno una volta alla settimana per poter permettere in caso di criticità l'immediata chiusura delle linee".

Convinto che il principale responsabile di quanto accaduto sia da identificare con la ditta a cui è affidata la gestione, il gruppo ha anche chiesto che "venga rescisso il contratto stipulato tra CIS Spa e Ladurner Spa. Nel caso non ci fossero i presupposti per annullare il contratto in essere, chiediamo che tale contratto non venga rinnovato". Secondo le stime riportate nel comunicato stampa, infatti, il ritorno della gestione nelle mani del Cis, non solo permetterebbe "un maggiore controllo sulla qualità della gestione, ma genererebbe un enorme risparmio (circa un milione di euro l'anno)".

Ed è proprio al Cis che si rivolgono nel reclamare una maggiore trasparenza. Gli esponenti dei vari gruppi di opposizione sono infatti concordi nel riconoscere che "non vengono messi in condizione di poter svolgere al meglio il proprio lavoro di controllo e tutela degli interessi dei cittadini, poiché i documenti richiesti non vengono loro forniti". Da qui la proposta di estendere il consiglio di amministrazione dell'azienda, introducendo, senza costi aggiuntivi, un membro per ogni gruppo di opposizione.(m.v.)

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