Il dolore
Da 4 Comuni a uno: via alle firme
Il Comitato ne vuole 1.600, così la proposta andrà direttamente al consiglio regionale
SAN MARCELLO. Il ”Comitato per la fusione” dei quattro comuni montani, Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello, lancia la propria sfida. Lo fa mettendo in campo una raccolta di firme fra i cittadini della montagna. La comunicazione dopo una riunione del Comitato che ha emesso un duro comunicato, nel quale si parla addirittura di espropriazione dei diritti dei cittadini da parte del consiglio regionale.
«Per rafforzare l’ipotesi di fusione a 4, per permettere che i cittadini siano sentiti contemporaneamente su tutte le proposte in campo e per evitare che per un’altra volta il consiglio regionale espropri i cittadini del loro diritto di esprimersi – si legge in una nota – il Comitato lancia la raccolta di firme popolari per lo svolgimento del referendum per la fusione dei comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello».
L’obiettivo dichiarato di questa mossa è raggiungere il numero minimo di 1.600 firme. Da subito il Comitato si metterà a lavoro per gli adempimenti necessari per la raccolta.
Quale sia la ragione precisa, o forse il retroscena, di questa ultima mossa, lo spiega il coordinatore del Comitato, Giuliano Tonarelli: «Le ragioni sono molto semplici. È dal 2012 che lavoriamo per la fusione a 4 dei comuni montani, perché la riteniamo la migliore per le ragioni che già molte volte abbiamo spiegate, ora siamo al dunque. Il 15 di questo mese ci sarà una riunione in Regione con i sindaci della montagna e, pur avendo noi chiesto di parteciparvi, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ci hanno esclusi e questo non ci pare giusto. Stando alle ultime notizie ci pare di capire che si voglia andare verso la soluzione della fusione 2 a 2, cioè due comuni unici, Abetone - Cutigliano e San Marcello - Piteglio. Non siamo d’accordo con questa soluzione. Ci batteremo per raccogliere le firme necessarie perché 1.600 firme ci permetteranno di andare direttamente in consiglio regionale, saltando la commissione regionale, e lì finalmente si vedrà chi è d’accordo e chi no». Sauro Romagnani
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