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Avis, donazioni in calo e presto ci sarà lo sfratto

Avis, donazioni in calo e presto ci sarà lo sfratto

MONTALE. Avrebbe dovuto essere una giornata di festa quella organizzata dall’Avis a Tobbiana sabato scorso, ma ben pochi fra i donatori presenti si sarebbero aspettati di doversene andare con l’amaro...

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MONTALE. Avrebbe dovuto essere una giornata di festa quella organizzata dall’Avis a Tobbiana sabato scorso, ma ben pochi fra i donatori presenti si sarebbero aspettati di doversene andare con l’amaro in bocca. Nel corso dell’incontro, che ha visto numerosi iscritti ricevere attestati di benemerenza, il presidente dell’Avis Montale, Pasquale Rudy Rucci ha pubblicamente espresso le difficoltà in cui versa l’associazione in questo momento: dal calo delle donazioni all’imminente sfratto dalla sede di via Nesti.

Dal 2013, la sezione ha registrato un drastico calo di iscrizioni e, fatto ancor più grave, di donazioni. Secondo i dati del centro trasfusionale di Pistoia, nel periodo tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2015, le sacche di sangue provenienti da donatori di Montale sono state 292, a fronte delle 322 del 2014, mentre le sacche di plasma sono state appena 96 rispetto alle 128 raccolte l’anno prima.

Anche i nuovi donatori, si sono quasi dimezzati. Dai 49 del 2014 si è passati ai 28 del 2015, con una netta diminuzione soprattutto nella fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

«Questa tendenza, che necessita di un’inversione di rotta immediata, non riguarda soltanto l’ambito locale – ha precisato Rudy Rucci – Purtroppo, nonostante il miglioramento delle tecniche operatorie, il fabbisogno di sangue e plasma si dimostra ogni anno insufficiente, soprattutto nei periodi estivi. Il drastico calo, al di là di tante ragioni legate alla crisi e all’incertezza di tante persone, è però da imputare a una disaffezione per la donazione, che si fa ogni giorno più allarmante».

Se da una parte il centro trasfusionale di Pistoia, guidato dalla dottoressa Daniela Rafanelli, sta cercando di porre un freno alla drastica emorragia, soprattutto con i Plasma Day, giornate organizzate mensilmente con tanto di apertura pomeridiana, dall’altra non mancano le critiche nei confronti della gestione attuata dall’Asl.

«Ad oggi ci troviamo di fronte a un centro trasfusionale spaccato a metà – ha dichiarato Paolo Fabbri, presidente provinciale Avis – Da una parte l’ospedale del Ceppo, dove continua ad avvenire la raccolta di sangue, dall’altra il San Jacopo, dove al contrario vengono condotte le procedure di analisi. Il tutto con inevitabili disagi anche per il personale interno, costretto a fare la spola fra due diverse sedi».

Ad aggravare ulteriormente il servizio, secondo i dirigenti dell’associazione, anche la riduzione del numero di poltrone destinate alla donazione, passate da 7 a 6, oltre a quella dei macchinari usati per la separazione cellulare, di cui si è persa un’unità.

Già pressata da problemi di carattere generale, la sezione di Montale ha dovuto fare i conti anche con una complicazione inaspettata. Dopo 11 anni sarà costretta ad abbandonare la sua sede di via Nesti, dove è attualmente ospitata anche l’Auser, a seguito del contenzioso nato tra la Croce d’Oro di Prato e la ex sezione di Montale, a cui era affidata la gestione dell’immobile.

«Ho cercato di trovare un’alternativa a questa spiacevole situazione rivolgendomi al sindaco e al responsabile del distaccamento Asl di Montale, ma senza ottenere risposta – ha affermato Rucci – Ora dovremo traslocare davvero. Per il momento il materiale informatico e tutta la documentazione cartacea saranno spostati a casa mia, ma spero che qualcuno, tra i nostri iscritti o tra i cittadini di Montale, voglia essere mosso a compassione, offrendoci un aiuto per trovare uno spazio adeguato».

Massimo Vitulano

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