Il Tirreno

Pistoia

Arrivati in provincia altri 48 profughi

di Beatrice Faragli
Arrivati in provincia altri 48 profughi

Nuova riunione oggi in prefettura, chiamati a fare la loro parte anche i Comuni finora estranei alla prima accoglienza

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PISTOIA. Pistoia ha accolto altri 48 profughi sbarcati negli scorsi giorni sulle coste italiane. Tra venerdì e domenica è stato un susseguirsi di arrivi per la città. «Venti sono già ripartiti» spiega Moreno Sepiacci, presidente del cda di Co&So Pistoia, consorzio vincitore del bando della prefettura che, in associazione temporanea con le cooperative Pantagruel e Gli Altri, e attraverso Arké e gruppo Incontro, si occupa della prima accoglienza in provincia.

«Si tratta – continua Sepiacci – di siriani, somali, eritrei e sudanesi che vogliono raggiungere il Nord Europa».

Ventiquattro profughi sono invece rimasti nell’ex convento dei Cappuccini di Viale Matteotti, dove vengono eseguite le visite mediche da parte dell’Asl, mentre altri quattro sono stati trasferiti a Maresca.

Stamani «ci sarà una riunione in prefettura (destinata agli operatori) per discutere di come affrontare i prossimi arrivi».

Sono 120 le persone che, stando a quanto emerso nel precedente incontro, quello del 27 agosto, alla presenza dell’assessore regionale Vittorio Bugli, Pistoia dovrà accogliere nelle prossime settimane. «In questo momento – spiega però Sepiacci – non ci sono notizie precise sui prossimi arrivi». Certo è che con le strutture di accoglienza «quasi sature», i 9 Comuni che ancora non hanno accolto nemmeno un profugo dovranno fare la propria parte. Le cooperative stanno quindi cercando strutture adeguate anche in questi territori.

Si tratta di Montale, Lamporecchio, Larciano, Sambuca, Serravalle, Monsummano, Agliana, Chiesina Uzzanese e Uzzano.

«Non confondiamo – mette in chiaro il presidente di Co&So Pistoia – la prima accoglienza con lo Sprar (attivo ad esempio a Serravalle, ndr), che riguarda l’inserimento nella società di persone che sono qua già da tempo».

Dai dati diffusi da Co&So, attualmente sono 429 i profughi accolti nell’intera provincia. A Pistoia ce ne sono 180, a Quarrata 16, a San Marcello 59, a Abetone 30, a Marliana 27, a Pescia 42, a Massa e Cozzile 14, a Montecatini 15, a Pieve a Nievole 8, a Buggiano 10, a Piteglio 14 e altrettanti ce ne sono a Cutigliano. Numeri freddi, quasi fastidiosi da snocciolare così, senza mostrare il volto e la storia che dietro ad ogni “1” si nasconde, ma che comunque testimoniano l’entità del disastro in atto.

E sulle polemiche sollevate nelle scorse settimane a seguito della notizia dei tre profughi “scappati” dall’hotel di Maresca perché privo di alcuni comfort, come la piscina, Sepiacci mette in guardia: «Si parla di tre casi, tra l’altro di persone che dopo due anni di permanenza a Trapani sono stati sradicati e trasferiti qua, e non si guardano gli oltre quattrocento che firmano e rispettano il nostro contratto d’accoglienza che prevede diritti e doveri».

«Con i 34 euro e 64 centesimi ricevuti al giorno per ogni profugo – spiega il presidente sul fronte dei “diritti”, contro le ormai note speculazioni – deve essere garantito un poket money da 2,50 euro giornalieri per ogni persona, una ricarica telefonica da 15 euro al momento dell’arrivo e poi accoglienza nelle strutture, fornitura di biancheria, vestiario, kit per l’igiene personale, corsi di lingua, assistenza linguistica e culturale e ovviamente, tra le altre cose, vitto e alloggio. L’ospite si impegna al rispetto delle regole di civile convivenza, a rientrare negli orari stabiliti, a non introdurre né usare droghe e alcolici. Chi sgarra viene subito segnalato in Prefettura e può esserci, com’è già successo, la revoca dell’accoglienza».

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