Gioco
Pistoia, regalati alla Provincia gli arredi per il via all’anno scolastico
Comuni, scuole e un’azienda privata hanno raccolto l’appello lanciato dal presidente Rinaldo Vanni
PISTOIA. E in tre giorni il miracolo si è compiuto. I duecento banchi di scuola, completi di seggiole, che mancavano alla Provincia per far cominciare degnamente l’anno scolastico ai ragazzi delle scuole superiori pistoiesi, stanno saltando fuori. C’è voluto un appello col cuore in mano del presidente della Provincia, il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, che mercoledì scorso aveva chiesto ad enti e aziende private di regalare suppellettili all’ente locale, ma alla fine le cose si stanno sistemando. E l’anno scolastico, ormai alle porte, potrà iniziare più o meno regolarmente anche in questo 2015 che sta registrando una vera e propria caporetto finanziaria delle Province.
«In questa occasione si è dimostrato – sottolinea Vanni – che Pistoia è una provincia viva, che sa rispondere e dare il meglio di sé quando necessario, al di là dell’ente in quanto tale».
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Le difficoltà di quest’anno della Provincia derivano ovviamente dai pesanti problemi di bilancio dell’ente di piazza San Leone, a loro volta attribuiti ai fortissimi tagli alle risorse piovute sulle Province: enti destinati a scomparire, come sancito dalla legge Del Rio, ma nel frattempo chiamati a occuparsi come sempre di scuole e di strade senza praticamente più avere risorse per farlo.
L’aiuto per reperire banchi e seggiole è arrivato da tre parti. Da un lato c’è stata una espressione di solidarietà di molti dirigenti scolastici, che hanno messo a disposizione arredi che al momento non erano utilizzati, in modo che ne usufruissero le scuole che quest’anno hanno visto incrementarsi in maniera più forte le prime classi (Il liceo classico di Pistoia, con due classi in più; l’Agrario De Franceschi, tre in più; idem il Capitini di Agliana e l’Alberghiero di Montecatini).
Dall’altro ci sono stati Comuni che hanno accettato di farsi carico dell’emergenza, anche se le scuole superiori non sarebbero di loro diretta competenza: è il caso di Agliana, che è venuta incontro ai bisogni del Capitini. Infine un’azienda (Vanni preferisce tenere per sé il nome) ha fornito l’arredo di tre intere aule.
Tutto a posto, dunque, Non del tutto. «Nei prossimi giorni mi incontrerò con i dirigenti scolastici e metteremo a punto i dettagli – spiega Vanni – ci sono alcune questioni da sciogliere. Ad esempio in alcuni casi i banchi non potranno essere pronti per il 15 settembre, ma occorrerà magari attendere un paio di settimane. Anche noi come Provincia abbiamo in corso lavori per trentamila euro di manutenzioni. Insomma, potrà accadere che per qualche giorno in alcune scuole ci possa essere la necessità di utilizzare, ad esempio, i laboratori come rimpiazzo delle aule scolastiche: ma sarà comunque una situazione transitoria, ed entro la fine del mese tutto dovrebbe essere a posto».
E per il futuro? Anche nel 2016 si ripeteranno questi problemi? «Passata l’emergenza, vorrei dedicarmi ad una pianificazione di pù lungo respiro. Ma i miei uffici, in Provincia, dicono che per fare tutti gli interventi necessari ci vorrebbero dieci milioni...».
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