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Pistoia

Abbracci, sfioramenti e pacche sul sedere

Abbracci, sfioramenti e pacche sul sedere

L’imputazione della procura di Pistoia: vittime di maltrattamenti e imbarazzanti prese in giro anche i suoi studenti maschi

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PISTOIA. Nel capo di imputazione per il quale il pm Claudio Curreli ha chiesto il rinvio a giudizio dell’insegnante del Petrocchi, gli atti sessuali da cui deriva la contestazione dell'articolo 609 quater e septies del codice penale, sarebbero consistiti nel massaggiare ripetutamente le spalle alle alunne e massaggiarle da tergo; appoggiarsi con il proprio corpo a una alunna facendole sentire le proprie parti intime; spostare la maglia a un’altra per guardarle il seno; rimandarne a posto, dopo l'interrogazione, un’altra alunna ancora dandole una pacca sul sedere; strusciare con la mano, in una successiva a occasione, il seno della stessa ragazza, spostare la maglia sempre a quest’ultima per scoprirle le spalle.

Contestato poi il reato di abuso dei mezzi di correzione: avrebbe afferrato per il cappuccio e per i pantaloni uno studente e, sollevatolo dalla sedia, lo avrebbe spintonato fino alla finestra aperta facendolo sporgere (lui che soffre di vertigini) fino a metà sterno.

Quindi il reato di maltrattamenti per l'aver irriso uno studente per la sua altezza, e una ragazza per i pantaloni che indossava; l'aver invitato un alunno a mostrare il pene per confrontarlo con il suo, a prenderne in giro un altro per le dimensioni che invece sosteneva avesse il suo membro; il chiamare gli alunni maschi “signorine”, oppure storpiare i loro cognomi; e poi la volta in cui avrebbe colpito uno studente all'inguine con un ombrello, quella in cui avrebbe invitato un'alunna a togliersi i pantaloncini perché così sarebbe stata meglio; e ancora il colpo di righello sul sedere di un'altra, gli schiaffi sulle spalle a svariati alunni, la strizzatina ai capezzoli di un ragazzo, il continuo mettere in imbarazzo le ragazze con insistenti sguardi ai loro decolleté e sederi...

Infine, i reati di violenza privata e minaccia per aver detto ai suoi studenti che li avrebbe bocciati se avessero raccontato ancora dei suoi comportamenti.

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