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Pistoia

lE FAMIGLIE

Senza telecamere tutto più arduo

Senza telecamere tutto più arduo

«Useremo questa nostra rabbia per continuare ad aiutare gli altri»

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PISTOIA. «Sapevamo che sarebbe stato molto più difficile rispetto al Cip Ciop, perché nell’asilo di Quarrata le telecamere non c’erano. Ce lo potevamo aspettare». A dar voce al dolore, alla frustrazione e alla rabbia dei genitori dei bambini parti offese nel processo è Ilaria Maggi, presidente dell’associazione La Via dei colori, nata esattamente un anno dopo gli arresti delle due maestre come punto di riferimento per minori e minoranze vittime di maltrattamenti.

«Confidiamo comunque e sempre nella giustizia, ci crediamo fermamente. Speriamo che questa sentenza serva ulteriormente alla comprensione di un reato che prima del caso Cip Ciop in Italia non era così conosciuto. Certo, la rabbia è tanta, ma non è stato tempo sprecato: useremo questa rabbia per andare avanti e far del bene agli altri. Certamente questo non era un processo affrontato per ottenere un risarcimento, dei soldi, ma per ottenere giustizia, per far sì che certe persone non possano più lavorare in un asilo».

«Adesso – prosegue Ilaria Maggi – l’utilizzo delle telecamere è una procedura standard in caso di denunce per maltrattamenti a scuola. Quella del Cip Ciop è stata la prima sentenza del genere in Italia, adesso fa giurisprudenza».

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