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Pistoia

Inceneritore, i 5 Stelle mettono sotto accusa il sistema di controllo

MONTALE. Il Movimento 5 Stelle di Agliana chiede di chiudere e bonificare l’impianto convertendolo in un centro di raccolta rifiuti a freddo dopo il nuovo caso di sforamento nelle emissioni di...

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MONTALE. Il Movimento 5 Stelle di Agliana chiede di chiudere e bonificare l’impianto convertendolo in un centro di raccolta rifiuti a freddo dopo il nuovo caso di sforamento nelle emissioni di diossine dell’impianto di incenerimento di Montale.

Una richiesta, spiega il movimento, che deriva anche dalla presa d’atto dell’inefficacia del sistema di controllo delle emissioni pericolose, già ritenuto «nell’anno 2010 da Arpat non affidabile e non adeguato». «Il sistema di controllo delle emissioni di diossine non risulta essere né preventivo né capace di attivare l’allarme in tempo reale. La rilevazione delle diossine emesse viene effettuata a posteriori, come dimostrano i referti prodotti anche in questo caso dal laboratorio di analisi. La prima fiala per il controllo delle diossine infatti, ha campionato il sistema per il periodo che va dal 15 luglio al 15 agosto: i risultati delle analisi di questa fiala sono pervenuti con un referto del laboratorio datato 31 agosto. Dopo tale referto, la linea che ha emesso i veleni è stata spenta»

Il Movimento 5 Stelle punta quindi il dito contro il fatto che l’impianto, prima del’arrivo dei risultati, avrebbe «comunque inquinato l’aria con diossine, che ricordiamo essere elementi estremamente cancerogeni, per oltre 45 giorni».

«Uno stato di cose inaccettabile! – accusano i 5 Stelle – Richiediamo lo spegnimento immediato di tutte le linee, in quanto il monitoraggio di emissioni di materiale altamente cancerogeno non è in tempo reale, quindi la popolazione risulta continuamente ed inconsapevolmente esposta a situazioni come quella che si è verificata in questi giorni. Questo caso presenta l’evidente fallimento del sistema di controllo, in quanto l’inceneritore o parte di questo viene disattivato solo dopo che il danno è avvenuto. È incontestabile il fatto che i cittadini siano rimasti esposti al rischio di entrare in contatto con elementi cancerogeni come la diossina per 45 giorni».

I Cinquestelle ritengono che con due casi di questo tipo nell’arco di sette anni i Comuni di Agliana, Quarrata e Montale siano in dovere di tutelare la salute dei cittadini in modo preventivo, terminando le attività di incenerimento a scopo precauzionale.

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