Il dolore
Povera Fortezza invasa dalle erbacce
Pistoia, rari i turisti che si avventurano sui camminamenti del grande edificio mediceo, da tempo in stato di abbandono
PISTOIA. “Molto bella!! Peccato che la natura stia prevalendo troppo”. Così la pensavano Sandro e Mary di Asti, che il 3 gennaio scorso hanno visitato la Fortezza Santa Barbara, lasciando le loro impressioni nel grande quaderno all’ingresso.
Difficile dar loro torto: entrando nella Fortezza oggi, infatti, si ha proprio l’impressione che erbe e rampicanti stiano vincendo una guerra senza quartiere contro i vecchi mattoni della fortezza medicea, che offre di sé un’immagine di desolazione e abbandono ai pochi turisti che approfittano dell’orario di apertura (per la cronaca: dalle 8,15 alle 13,30, escluso il lunedì, ingresso libero) per visitarla. E pensare che si tratta di una delle pochissime fortezze medicee completamente intatte e complete di tutti e quattro i bastioni. Il problema è che la proprietà del grande edificio è dello Stato e la Sovrintendenza, che teoricamente dovrebbe occuparsene, ha da dividere le magre risorse con le richieste di Prato e, soprattutto, di una città d’arte internazionale come Firenze.
I periodici appuntamenti organizzati negli anni scorsi (basti ricordare la splendida rassegna organizzata dai fornai pistoiesi) e l’utilizzo (fino a due anni fa) come sede dell’arena cinematografica estiva da parte del Comune ne avevano garantito finora un minimo di manutenzione. Ma da qualche tempo a questa parte la situazione è precipitata.
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Le uniche informazioni sulla Fortezza i visitatori le possono trovare su un cartello bilingue e piuttosto sbiadito all’ingresso. Dentro, non ci sono indicazioni che spieghino quello che si sta vedendo, né cartelli per guidare la visita. Il vasto cortile interno, dove fino a due anni fa d’estate si potevano vedere i film, è completamente invaso da erbacce alte fino al ginocchio. Farsi strada fino all’unica porta aperta sul cortile, quella della cappellina affrescata, è impresa ardua. Chi entra a visitare la Fortezza decide anche per questo, di solito, di prendere la strada delle mura, salendo sul lungo camminamento. Ma anche qui le erbacce la fanno da padrone: spuntano dappertutto tra i mattoni degli splendidi impiantiti della fortezza, alte e rigogliose. Gli stessi camminamenti sono in cattive condizioni di pulizia, tra foglie morte e detriti che disseminano il percorso. Un tratto di una delle balaustre è addirittura mancante ed è stato sostituito da alcune transenne e un po’ di nastro bianco e rosso. Proseguendo la camminata, in prossimità dell’angolo sud est dell’edificio, si arriva nei pressi del monumento ai caduti del sommergibile Scirè: ma il cannoncino del bastimento svetta (per il momento) su un mare di erbacce che quasi nasconde il basamento. Anche perché scendere dalla scaletta metallica che conduce sul prato dove si trova il monumento è una bella impresa, visto che per metà la scaletta stessa è stata ingoiata dall’invadenza dei rampicanti.
Insomma, una breve visita alla Fortezza è sufficiente a capire che il monumento è in condizioni di abbandono. Anche così, comunque, riesce a stappare commenti di meraviglia ai visitatori. Figurarsi cosa potrebbe rappresentare per Pistoia una struttura del genere debitamente valorizzata. Ma quanto ci sarà ancora da attendere?
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