Attenzione
AnsaldoBreda pronta a difendere i suoi tram
Troppa ruggine sui “Sirio”: la città di Goteborg non paga la manutenzione e vuole un arbitrato
PISTOIA. Malcostruiti i tram Sirio? Assolutamente no. AnsaldoBreda è pronta a replicare documenti alla mano alla città di Goteborg, che si rifiuta di pagare la manutenzione straordinaria per una parte dei 65 tram forniti tra il 2006 e il 2013 dall’azienda pistoiese-napoletana. Nei giorni scorsi il consiglio del “Vasttrafik”, un organismo della città, ha dichiarato alla stampa locale la propria intenzione di ricorrere ad un arbitrato giudiziale per scrivere finalmente un punto fermo sulla vicenda, che si sviluppa dall’inizio del 2013, dopo la fine delle consegne della seconda tranche dei tram italiani.
Fu proprio due anni fa che gli svedesi scoprirono accumuli inattesi di ruggine sotto i mezzi acquistati. Da lì iniziò una lunga trattativa con AnsaldoBreda sulla responsabilità della situazione e, di conseguenza, su chi dovesse pagare. Già allora gli svedesi parlavano di “bassa qualità” dei tram italiani, mentre AnsaldoBreda (secondo indiscrezioni riportate dalla stampa di Goteborg) accusava le procedure di manutenzione utilizzate dall’azienda di trasporto, la Goteborg Tramways.
Alla fine si è deciso che AnsaldoBreda avrebbe rimesso le mani su 16 veicoli. Tre sono stati riconsegnati, ma non hanno soddisfatto le aspettative dei clienti. Tant’è che le relative fatture non sono state pagate ad AnsaldoBreda. E non si tratta di briciole: secondo il sito “Goteborg Daily”, la somma in ballo sarebbe di 25 milioni di corone, in euro 2,7 milioni circa. Al momento, a Goteborg viaggiano soltanto 35-40 dei 65 tram Sirio originalmente acquistati.
Così, stanchi di attendere prodotti all’altezza delle loro attese, i manager della “Vasttrafik” hanno annunciato che il tempo degli accordi è finito: ora Goteborg si rivolgerà direttamente al tribunale, con una richiesta di arbitrato che nel giro di un anno e mezzo dovrebbe approdare ad una decisione. Che, tra l’altro, non sarà impugnabile.
Ufficialmente, AnsaldoBreda fa sapere di non aver ancora ricevuto richieste del genere e di dover ancora definire una linea di comportamento. Si fa osservare, comunque, che la controversia non riguarda la commessa dei tram Sirio ma, semmai, una questione di manutenzione. Comunque i Sirio svedesi non saranno in carico alla nuova AnsaldoBreda targata Hitachi, perché la commessa è una di quelle destinate a confluire nella “bad company” che nascerà al momento dell’esecutività dell’acquisto dell’azienda da parte del gigante giapponese, atteso per il prossimo mese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
