Il Tirreno

Pistoia

Movida sul ponte? No, grazie

Tiziana Gori
I clienti della Bracia con le cuffie davanti al ristorante di San Marcello
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I clienti della Bracia con le cuffie davanti al ristorante di San Marcello

San Marcello, un gruppo di residenti presenta un esposto contro il ristorante "La Bracia". Il titolare: si vuol far morire il paese

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SAN MARCELLO. "Non c’è voglia di far vivere il paese. Sto pensando di non proporre più niente, anche se che gli attestati di stima e gli incitamenti ad andare avanti ricevuti in questi giorni mi fanno capire che la gran parte delle persone sono dalla mia parte". Un ristorante ben avviato, ricavato negli spazi attigui alla macelleria del cugino, sul ponte di via Leopoldo. L’estate e la voglia di proporre qualche forma di intrattenimento post-cena, musica soprattutto. «Tre serate durante l’estate - spiega Pablo Ranieri, 36 anni, titolare del ristorante “La Bracia”, di San Marcello - cena e poi musica con dj set. Fino a mezzanotte, mezzanotte e mezza... Massimo l’una», aggiunge poi. Ma non crede che sia lo “sforamento” ad aver portato un gruppo di commercianti e residenti al comandato dei vigili urbani.

«È stato presentato un esposto - conferma il comandante della Municipale, Andrea Simoni - per il troppo rumore dopo “Il cappello di paglia”, alla Bracia, il 7 agosto. Stiamo facendo accertamenti». Ecco, Ranieri crede che il rumore c’entri poco. O proprio il giusto. «Ho due soci, abbiamo aperto il ristorante quattro anni fa. Nel suo piccolo lavora bene, e credo che qualcuno rosichi. Lo dico sinceramente. La segnalazione dopo la serata del 7 agosto non è stata la prima, anche se le nostre proposte si limitano all’estate. Ci stanno dando alle gambe. Una sera (il 7 agosto, ndr) è venuto il sindaco (Silvia Cormio, ndr) a dirci di staccare la spina».

Eppure a San Marcello non ci sono pub, o meglio ne ha riaperto uno a Gavinana poco tempo fa, ma i posti per trascorrere una serata d’estate ascoltando musica, chiacchierando con gli amici e bevendo un drink, fa notare Ranieri, «non sono fitti». Dopo l’esposto il programma dell’evento in programma venerdì 28 ha subìto dei cambiamenti. Sostanziali. «Non è vietato fare le cene a tema con musica, né le serate danzanti - fa notare il comandante Simoni - Nei giorni scorsi è stato presentato un esposto per una serata che aveva superato, secondo i residenti, i limiti della tollerabilità. Per la serata del 28 i titolari ci hanno portato il volantino. La tipologia dell’evento sembrava quella di un pubblico spettacolo, non di allietamento con musica. Può essere fatta, ma ha regole diverse». Doveva essere presentata la Scia in Comune, c’erano altri costi... «Allora - racconta Pablo Ranieri - abbiamo preferito rivolgerci a un avvocato. Ha scritto una mail al Comune e alla Municipale spiegando quali erano i cambiamenti che avremmo apportato per non incorrere in sanzioni». Ne è venuta fuori una proposta originale. Da “Silent dancing” la serata è diventata “Silent listen”. Niente balli sopra la postazione del dj. Il Comune aveva infatti rilevato che non c’erano gli spazi . E per sentire la musica, le cuffie. «Ho preso un centinaio di cuffie e le ho distribuire ai commensali - spiega Ranieri - Hanno ascoltato la musica all’esterno del ristorante. In tanti mi hanno detto di essersi divertiti».

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