Il Tirreno

Pistoia

Disoccupazione alle stelle in provincia

Solo timidi segnali di risveglio dall’indagine di Ires e Cgil. Il settore più colpito continua ad essere quello dell’edilizia

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PISTOIA. Una fase di stasi, seppur con qualche segnale di risveglio. I dati sull’economia e sul mondo del lavoro pistoiese confermano un cammino di risalita ancora faticoso, con una dinamica di crescita inferiore alla media regionale.

E’ quanto emerge dal Focus sull’economia toscana a cura di Ires e Cgil Toscana. Questa edizione del report ha qualche novità: riporta infatti anche le stime e le previsioni per il 2015 e 2016, grazie all’utilizzo delle banche dati di Prometeia che permettono di monitorare gli indicatori economici ogni trimestre. A presentare i dati Gessica Beneforti, segretario generale di Cgil Pistoia, Daniele Gioffredi e Fabio Giovagnoli presidente Ires Toscana.

Fra i numeri più significativi c’è quello del tasso di disoccupazione che, nella provincia di Pistoia, va alle stelle e passa dal 10,4% del 2013 al 13,3% del 2014: un dato superiore alla media nazionale. Secondo il focus Ires però, questi numeri dovrebbero diminuire nei due anni a venire, rimanendo comunque al di sopra della media nazionale.

Le unità di lavoro totali presenti sul territorio rimangono stabili e in linea dal 2009, attestandosi sempre intorno alle 119.000. Anche gli avviamenti al lavoro sono cresciuti nel 2014 dell’8% rispetto al 2013. Un aumento dovuto soprattutto a contratti a tempo determinato e all’apprendistato. Rimane invece stabile il numero dei nuovi contratti a tempo indeterminato (3.600 sul territorio).

«I nuovi contratti a tempo indeterminato hanno un livello di protezione inferiore rispetto ai precedenti» spiega Beneforti. La cassa integrazione sul territorio è leggermente cresciuta fra il 2013 e il 2014, al contrario del dato regionale dovuto essenzialmente alla scomparsa della Cig in deroga per mancanza fondi. Il settore più colpito del territorio pistoiese è quello dell’edilizia (con 1,2 milioni di ore di cassa integrazione) seguito a ruota dal terziario (1 milione di ore).

«Il leggero aumento della cassa integrazione sul nostro territorio è dovuto al fatto che, nel 2010/2011 c’era stata una forte impennata con la cassa integrazione dei dipendenti AnsaldoBreda – spiega Beneforti – dopo quel momento c’è stata un’inversione di tendenza. L’aumento del 2014 è dovuto in particolare al settore delle costruzioni».

Il diminuire degli impieghi (circa 100 milioni in meno fra il 2013 e il 2014) è dovuta soprattutto al terziario.

Una piccola dinamica positiva si riscontra invece nel settore industriale. Per quanto riguarda le esportazioni pistoiesi, hanno seguito un trend decrescente dal 2010 al 2014 (registrando un -2% annuo). Anche per questo dato, nel 2015 si prevede una ripresa del 16% circa.

«I segnali di ripresa che si intravedono nelle stime per il 2015/2016 non nascondono la preoccupazione, segnata dal dato sulla disoccupazione» spiega Beneforti.

«C’è un problema del territorio – spiega Gioffredi – da punto di vista occupazionale non possiamo che peggiorare: sparirà la cassa integrazione in deroga (che ha occupato oltre il 50% di ore) e la cassa integrazione straordinaria sarà ridotta in modalità d’accesso. In più stanno aumentando i licenziamenti collettivi. Si rischia di avere forse un 15% di disoccupazione totale in più e di rimanere la cenerentola del quadrante metropolitano e toscano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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