Toscana
Muore nel suo negozio Lucio il macellaio
Cordoglio a Maresca per la scomparsa di Giovannetti, stroncato da un malore mentre chiudeva bottega
MARESCA. Si è spento mercoledì, all’età di 70 anni, Luciano Giovannetti, il macellaio di Maresca. Perché tutti in paese (ed oltre) lo conoscevano anzitutto per il suo mestiere, che svolgeva nella macelleria “Giovannetti e Ferrari” in via Risorgimento. Professione e passione di una vita.
“Lucio” in macelleria ci era cresciuto. Anzi, nacque quasi assieme alla storica bottega di famiglia. Quando venne al mondo, suo padre Carlo (Carlino) era in procinto di aprire, assieme al fratello Ermanno, l’antica macelleria “Fratelli Giovannetti”, attiva dal 1946. Oltre alla macelleria centrale, che Luciano tuttora gestiva col socio Alessandro Ferrari, in passato i Giovannetti avevano anche un macelleria a Case Alte. E proprio dietro al banco della macelleria di Via Risorgimento, Luciano, l’ultimo dei macellai Giovannetti, se n’è andato all’improvviso. Un malore fulminante l’ha colto mentre chiudeva il negozio. Erano circa le 21. La moglie Vanna lo attendeva a casa. Le luci nella macelleria, dove quel pomeriggio Luciano aveva lavorato da solo, erano ancora accese. Così, insospettito, il titolare del locale di fronte è entrato per assicurarsi che tutto andasse bene. E lo ha visto lì, sdraiato in terra. I familiari e i soccorritori della Pubblica Assistenza sono accorsi sul posto. Ma ogni tentativo di rianimarlo è stato vano. «Quando l'ho visto dietro il bancone da macellaio, sdraiato a terra col suo grembiule - scrive la nipote Elena Baldi, “Nena” come la chiamava lo zio Luciano - con lo faccia rivolta verso l'alto, ma vitreo in volto, avvolto dal freddo della morte, il cuore mi si è squarciato dal dolore…E allora mi è venuto in mente che lui amava quella bottega, mercoledì sera piena di amici, parenti, vicini che lo hanno voluto salutare così, il macellaio di Maresca…”.
E in effetti, nelle tre ore di attesa per la rimozione della salma, tanti compaesani si sono radunati attorno a lui. «È stato confortante vedere quanta gente gli voleva bene» spiega Elena. «Per me è stato come un babbo – dice il collega Alessandro – mi ha insegnato questo mestiere. Da vent’anni eravamo soci. Era leale e sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno”» Luciano lascia la moglie Vanna, il figlio Enea, la sorella Lucia. «Era uno sportivo – ricorda Elena – ha fatto motocross fino a cinquant’anni, amava lo sci e andava in biciletta».
«Lascerà un grande vuoto – lo ricorda il compaesano e assessore di San Marcello, Luca Buonomini – le sue critiche erano sempre costruttive». Le esequie si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Maresca. (e.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google