Sicurezza
Via Ciliegiole, discarica a cielo aperto
Pistoia, una lunga scia di rifiuti di ogni genere parte dal nuovo campo rom e coinvolge anche le sponde del torrente Brusigliano
PISTOIA. Via Ciliegiole è stata chiamata così perché probabilmente, un tempo, era costeggiata di alberi di ciliegi, profumata e colorata di verde e rosso nei periodi estivi. Oggi di ciliegi ce ne sono pochi e gli odori che si sentono percorrendola, soprattutto nel suo tratto finale, più che profumi sono lezzi.
Via Ciliegiole sembra la terra di nessuno, terra di discarica a cielo aperto. Percorrendo il tratto di strada compreso fra il nuovo ospedale e l'autostrada si ha la sensazione di vivere in uno di quei documentari che parlavano pochi anni fa della Napoli affogata fra i rifiuti. Quintali di immondizia di ogni genere costeggiano la strada e sono ammonticchiati lungo il torrente Brusigliano che nei giorni come questi in cui riesce ad avere un piccolo corso d'acqua, provvede a spargerli verso la piana inquinando chilometri di territorio.
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La lunga scia di pneumatici, pezzi di mobili, carcasse di elettrodomestici, bidoni di plastica e scarti di ogni genere e consistenza ha una fine o - se vogliamo - un inizio: il nuovo campo rom, quello inaugurato pochissimi mesi fa e che aveva fatto parlare di sé non solo in senso negativo dagli avversari politici di chi ha avallato e realizzato la nuova struttura ma anche per la gradevole situazione in cui veniva consegnato alle famiglie dei rom, spostate dall'altro lato del torrente Brusigliano per consentire il consolidamento degli argini del vicino fiume Ombrone.
Un'area vergine di quattromila metri quadrati attrezzati dal Comune per poter ospitare la comunità di circa sessanta rom. Attualmente, in via provvisoria ed urgente per poter avviare i lavori all'argine dell'Ombrone prima dell'autunno, sono stati occupati solo millecinquecento metri quadrati di quell'area per consentire l'arrivo delle roulotte e le abitazioni dei rom, con la dotazione di tutti i servizi realizzati dal Comune.
L'intervento fu presentato nel settembre di un anno fa dall'Amministrazione comunale come collocabile all'interno «dell'intenso lavoro avviato a partire dal 2012, per l'individuazione di una definitiva e dignitosa sistemazione dell'insediamento rom, che superi finalmente la decennale condizione di degrado ambientale e di disagio sociale nella quale sono stati finora costretti a vivere i cittadini rom del Brusigliano».
Queste erano le buone intenzioni dall'Amministrazione guidata dal sindaco Samuele Bertinelli. E le buone intenzioni si sono concretizzate con l'obiettivo raggiunto di trasferire la comunità di rom in un'area pulita e dignitosa. Peccato che in pochi mesi quell'area sia diventata una discarica a cielo aperto e ora si renda necessario una bonifica vera e propria.
Una bonifica che a monte avrebbe però bisogno di sapere chi ha provveduto a render quell'area una pattumiera e, soprattutto, come fare per evitare che una volta bonificata nessun'altro abbia la "licenza" di farla diventare di nuovo un immondezzaio.
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