Gioco
Spediti 6.000 solleciti a chi non ha pagato i saldi di Tari e Tares
Il Comune batte cassa: all’appello mancano 2 milioni di euro Per i rifiuti, inadempiente oltre il 40 per cento delle aziende
QUARRATA. Oltre 6.000 solleciti di pagamento inviati dal Comune di Quarrata per recuperare un buco da quasi 2 milioni di euro sul saldo Tares 2013 e sulla Tari 2014. A non pagare la tassa sulla spazzatura sono state soprattutto le aziende: il 43% secondo i dati (gli ultimi a nostra disposizione) diffusi a maggio, che riguardano solo le prime due rate del 2014.
Il salasso è arrivato negli scorsi giorni con le raccomandate inviate a luglio dal Comune: 2.114 solleciti sui mancati pagamenti del saldo Tares, che ammontano a 622.000 euro, e 4.366 sulle rate Tari, per un totale, in questo ultimo caso, di 1milione e 376.000 euro. Si tratta, informano dagli uffici comunali, di circa il 20% di mancati incassi rispetto a quanto previsto. Le attività e le famiglie hanno trenta giorni di tempo per pagare senza maggiorazioni. Solo in un secondo momento scatteranno gli avvisi di accertamento, con il 30% di sanzione sulle cifre non versate.
«Se non facessimo in questo modo – spiega l’assessore al bilancio Riccardo Musumeci riguardo ai solleciti inviati – chi paga regolarmente la tassa sui rifiuti si troverebbe a dover far fronte anche alla parte di chi invece non ha pagato e, quindi, a un iniquo salasso. Quest’anno – continua l’assessore – siamo riusciti a coprire il fondo svalutazione crediti di dubbia esigibilità attraverso l’avanzo di amministrazione (che nel complesso sfiora gli 8 milioni di euro, ndr) altrimenti – sottolinea – avremmo dovuto alzare le tasse. Invece, in molti casi, siamo riusciti persino ad abbassarle».
In città però, sempre più imprenditori e negozianti sono in sofferenza. «Così il Comune ci ammazza e ci costringe a tirare giù il bandone» denunciava Rita Fantechi, titolare della cartolibreria-edicola “Il triangolo” di Catena, la scorsa settimana. «Se un’attività finora non è riuscita a far fronte alle rate, difficilmente potrà pagare cifre tanto alte in trenta giorni» sottolineava la negoziante denunciando l’invio in blocco di un conto che per molti ammonta a due anni di spazzatura non pagata e mettendo l’accento sui costi esorbitanti e ingiustificati di Tares e Tari a fronte della spazzatura indifferenziata prodotta.
La questione è stata più volte affrontata anche dalla Cna, che adesso invita le aziende a non pagare l’ultima tranche della tassa nel caso in cui i Comuni pistoiesi non dovessero adeguarsi alle recenti deliberazioni ministeriali.
«Molte attività – spiega infatti Stefano Vivai, responsabile ufficio ambiente – non pagano perché si ritrovano con superfici tassate che invece dovrebbero essere escluse dall’imponibile Tari. Si tratta di quelle aree produttive soggette al trattamento di rifiuti speciali, che quindi smaltiscono privatamente. La deliberazione del ministero delle Finanze del dicembre scorso è chiara: queste superfici vanno escluse dalla tassa sui rifiuti, che – sottolinea – in questi specifici casi deve essere applicata solo a bagni e uffici».
Invece a Quarrata, così come negli altri Comuni del Pistoiese, non sono previste esclusioni ma solo «marginali riduzioni per le aziende che ne fanno domanda». «Agli enti locali – dice Vivai – abbiamo chiesto di modificare il regolamento. Se così non verrà fatto, inviteremo le aziende a non pagare il saldo Tari 2015».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
