Sicurezza
Muore a 17 mesi ucciso da un tumore
A Capostrada l’addio al piccolo Mirko Ciorciari. I genitori: il nostro bambino ha cambiato tante vite, grazie per la solidarietà
PISTOIA. Ha lottato per 17 mesi come un leone. «Otto interventi chirurgici - ricorda babbo Daniele - Ogni volta ci dicevano che erano alte le probabilità che non superasse l'operazione». Mirko Ciorciari ha lottato, e nei 17 mesi in cui è rimasto su questa terra «ha cambiato la vita di tutti noi», racconta una zia dei genitori. L'ha cambiata perché la necessità di esser forti dei due genitori, Daniele di 35 anni e Annalisa di 31, ha reso forti anche chi era vicino a loro. Ha fatto capire a tutti, dice Daniele, quali sono i valori che contano.
Nella quiete della campagna, a Piteccio, lungo la via San Felice, c'è un mesto via vai di parenti, amici e colleghi di lavoro. Da ieri mattina la notizia della morte di Mirko Ciorciari si è diffusa sui social network, si sono rincorse telefonate e visite. E preghiere. La cerimonia funebre si svolgerà oggi pomeriggio, alle 17, nella chiesa della Madonna della Salute, a Capostrada. A officiare la messa don Giacinto, che l’aveva battezzato. «Venite con vestiti colorati», è l'appello dei genitori. «Niente nero - dice Annalisa Ciorciari, 31 anni - e si prega di non portare fiori. Quello che verrà dato lo devolveremo alle famiglie che come noi stanno soffrendo».
Ne hanno conosciute molte nei mesi di permanenza all'ospedale Meyer. Mirko era nato con un tumore alla testa, fin da subito ha avuto bisogno di cure e interventi chirurgici.
È scattata una gara di solidarietà che ha coinvolto amici e parenti, ma anche associazioni come il Lions Montale e il Gek Galanda Group. «AnsaldoBreda, la Misericordia di Valdibrana, la palestra Masterfitness, il Day hospital di neruoncologia del Meyer», proseguono Daniele e Annalisa guardandosi negli occhi e chiedendo l'uno all'altra chi si stavano dimenticando. «Casa Ronald e la Fondazione “Tommasino Bacciotti” di Firenze - prosegue Annalisa - Ci hanno accolto senza chiederci niente, aiutandoci con beni di prima necessità».
Mamma Annalisa si sente di spendere una parola di ringraziamento speciale per Monica Borelli, la fisioterapista che ha seguito Mirko in questi mesi.
Nessuno si arrendeva: «Fino a ieri - dice Annalisa - abbiamo creduto nella possibilità di cure alternative». Poi, nella notte, la crisi fatale. Il funerale di Mirko sarà curato dalla Misericordia di Pistoia, ma i genitori hanno voluto tenere il bambino con loro, nella casa a due piani di via San Felice e Piteccio.
«Mirko significa “portatore di pace” ricorda Annalisa Ciorciari - e lui è stato un bambino che ha cambiato tanti cuori». Dal 24 al 28 giugno babbo e mamma hanno portato Mirko a Medjugorje. Hanno conosciuto persone dallo Utah, dalla Thailandia, dal Brasile. Nel corso delle settimane si sono tenuti in contatto su Facebook. «Da tutto il mondo si sono uniti con noi nella preghiera». Una solidarietà non di facciata che se non ha potuto incidere sul destino del bambino, li ha aiutati ad affrontare la quotidianità.
«Ha lottato per 17 mesi come un leone - ripetono Daniele e Annalisa - Era il leone del Meyer. Ora è diventato un angelo. Spengete i riflettori, noi siamo solo due genitori che si devono ritrovare».
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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