Il Tirreno

Pistoia

Condannato per il tentato colpo al bar vicino alla questura

Ciprian Scriosteanu mentre viene portato in tribunale
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Ciprian Scriosteanu mentre viene portato in tribunale

Pistoia, sei mesi ma senza condizionale al ladro arrestato sul fatto in via Macallè

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PISTOIA. Sei mesi di reclusione, ma senza sospensione condizionale della pena. E, inoltre, in attesa della sentenza definitiva, con la permanenza della misura cautelare degli arresti domiciliari. Processato e condannato con il rito abbreviato davanti al giudice monocratico del tribunale il ladro che nella notte tra il 10 e l’11 agosto scorsi, arrampicandosi su per una scala a pioli lunga otto metri, aveva cercato di svaligiare il bar che si trova proprio accantoalla questura di Pistoia.

Erano da poco passate le tre di quando Ciprian Scriosteanu, 36 anni, romeno da tempo residente a Montecatini, era stato arrestato dagli agenti della Squadra volante. Mentre il suo complice era riuscito sul momento a fuggire attraverso i tetti (Gheorghe Crismariu era poi stato rintracciato il giorno dopo e denunciato dalla Squadra mobile), lui è stato bloccato all'interno del pubblico esercizio di via Macallè, il bar “Pinolo Secondo”.

Già durante l’udienza di convalida dell’arresto Scriosteanu aveva confessato di aver tentato quel colpo perché, circa un mese prima, entrato per bere un bicchier d’acqua, aveva notato la presenza di alcune slot machine e che il bar non era dotato di sistema di allarme.

Per entrare all'interno i due ladri sono passati dal retro: rubato uno scaleo estensibile al vicino "Forno della paura" di via Nazario Sauro, attraverso i cortili interni avevano raggiunto quello sottostante la finestra della cucina del bar, che si trova, da quel lato, ad un'altezza di circa otto metri; si erano arrampicati su per la scala, hanno tagliato la zanzariera della finestra lasciata aperta ed erano entrati.

Una donna che abita nel palazzo aveva sentito i rumori sospetti e aveva chiamato il 113. I poliziotti della volante - guidati in diretta dal collega della sala operativa, che intanto si era affacciato al balcone che dà proprio sul cortile interno - si erano precipitati sul retro, dove c'era la scala appoggiata al muro. Il complice aveva fatto in tempo a lanciarsi su un tetto vicino e a dileguarsi nella notte, Scriosteanu invece si era visto la via di fuga bloccata dagli agenti, che si erano arrampicati su per la scala e lo avevano arrestato. (m.d.)

 

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di Redazione web