Gioco
Quel parco da un milione di euro diventato regno del degrado
Agliana, abbandonata a se stessa l’area verde di Carabattole: rifiuti, transenne e una pozzanghera melmosa al posto del laghetto
AGLIANA. «Vieni bella, ho la musica, ti faccio divertire. Dai, vieni qua, vieni in macchina con me». La nostra passeggiata al parco di Carabattole comincia così. Ancora prima di entrare c’è un uomo che tenta malamente di adescare le passanti.
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E’ mezzogiorno e il parco è deserto, eccezion fatta per quell’unica auto parcheggiata fuori che non promette niente di buono. La situazione non migliora una volta entrati nell’area verde di Agliana che, seconda per grandezza al solo Parco Pertini, venne inaugurata cinque anni fa in pompa magna. Ma quella dovuta e giustificata gloria iniziale è stata presto stroncata da incuria e degrado, nonostante i 900.000 euro spesi per la sua realizzazione.
Lo scorso mercoledì mattina le condizioni del parco di Carabattole erano addirittura peggiori di quelle denunciate dai cittadini nel 2011, quando non c’erano neppure i punti luce per le passeggiate notturne.
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Da mesi e mesi infatti, alcuni dei parapetti del “pontile” sul laghetto non ci sono più, probabilmente danneggiati dai vandali e per questo rimossi. Invece di sostituirli, il Comune ha “risolto” il problema con una transenna legata all’ingresso della passerella. Vietato dunque entrare in quello che durante l’inaugurazione del 2010 venne definito un vero e proprio “tempietto”, costruito su un’isola galleggiante su un mare di ninfee.
A proposito: le piante acquatiche sono ormai solo un vago ricordo all’interno del laghetto artificiale. Lo specchio d’acqua, che avrebbe dovuto essere il cuore del parco, è ridotto a una putrida melma: non è un bello spettacolo e nessuno, di sicuro, gradisce sedersi su una panchina e ammirare quell’enorme “pozzanghera”.
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Ai lati del laghetto inoltre, specie nella parte più prossima al pontile, ci sono bottiglie di birra e lattine accumulate nel tempo. Da quant’è che il Comune non manda qualcuno a pulire? Certo, l’inciviltà della gente e dei ragazzi che utilizzano il lago come una pattumiera è la vera causa di questo scempio, ma un intervento da parte dell’amministrazione non guasterebbe, anche perché si tratta di un’area verde costata centinaia di migliaia di euro (con il contributo anche della Fondazione Banche di Pistoia e Vignole per la cultura e lo sport) e presentata alla cittadinanza come un parco all’avanguardia dal punto di vista paesaggistico e architettonico.
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E invece, neppure il prato è ben tenuto. Specie nell’area vicina al ponte, ci sono bottiglie e cartacce sparse ovunque per terra. I fossi laterali, poi, sono invasi dalle erbacce.
Basta un colpo d’occhio insomma per rendersi conto che quel giardino d’eccellenza per varietà di piante e progettazione, non riceve orami da tempo le dovute attenzioni.
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