Pistoia dà l’ultimo saluto a Patrizia Ricci
Celebrato nella chiesa della Misericordia il funerale della presidente della cooperativa sociale “Il Poeta”. «Per lei un posto lassù c’è dopo venticinque 25 anni spesi per gli altri, per i più deboli»
PISTOIA. Per Patrizia, un posto lassù - dice don Leonardo Giacomelli alzando l’indice verso l’alto - c’è. Se pensiamo a quanto, in questi venticinque anni, si è spesa per gli altri, per i più deboli...».
È affollata la piccola chiesetta della Misericordia, accanto alle cappelle del commiato di via del Can Bianco. I genitori, i fratelli e i nipoti di Patrizia Ricci siedono nelle prime file. Dietro di loro tanti colleghi del Centro postale operativo di via Vecchia Pratese, dove la Ricci ha lavorato per 33 anni come portalettere.
A portarle un ultimo saluto anche i ragazzi della cooperativa sociale “Il Poeta”, che Patrizia Ricci aveva fortemente voluto e attraverso la quale riusciva a trovare piccoli impieghi - soprattutto nel settore del vivaismo e del giardinaggio - a persone affette da disagio psichico.
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Patrizia Ricci è morta giovedì pomeriggio nella sua abitazione di Santomoro a causa di un infarto fulminante. Aveva compiuto 56 anni il 17 giugno e da 25 anni aveva legato il suo nome in città al mondo dell’associazionismo e del volontariato. È stata una valida collaboratrice di Angela Nisticò, presidente dell’associazione “Solidarietà e rinnovamento”.
Era presidente della cooperativa sociale “Il Poeta”, e anima della compagnia teatrale “I Sanissimi”, messa in piedi da un’idea sua e del fratello minore Paolo, attore di teatro e cinema che da 15 anni si è trasferito a Roma. «Patrizia era una persona che dava molto agli altri - dice commosso Paolo Ricci - Talmente tanto da lasciare indietro se stessa».
Era postina “per hobby”, ma anche se centinaia di persone la conoscevano per il suo lavoro tra Chiazzano e Candeglia, la sua vita era il mondo del volontariato e dell’associazionismo. L’ultimo progetto portato a termine l’ha vista ancora una volta collaborare a fianco di Angela Nisticò, per aprire una sartoria dedicata al reinserimento di persone svantaggiate. Non priva di sense of humor, l’ha chiamata “Il punto matto”.
Il lavoro nelle associazioni e nella cooperativa proseguirà in suo nome, ha assicurato Nisticò. Intanto ieri pomeriggio, nella chiesetta della Misericordia, un centinaio di persone hanno voluto far capire quanto Patrizia Ricci sia stata importante per loro. (t.g.)
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