Sicurezza
Maresca, acqua di nuovo potabile
Prioreschi e Papini: inquinamento organico, che origine ha?
MARESCA. L’acqua dell’acquedotto comunale di Maresca è di nuovo potabile. A comunicarlo è il primo cittadino di San Marcello Silvia Cormio a seguito dei risultati delle analisi eseguite da Gaia ed Asl di Pistoia sui campioni di acqua prelevati dopo i trattamenti per il ripristino della potabilità. Il 14 agosto, infatti, il sindaco firmò un’ordinanza che vietava l’utilizzo dell’acqua a fini potabili, se non previa bollitura. Dalle analisi della Asl 3 era risultata la presenza nell’acqua del batterio escherichia coli e di colonie batteriche a 37°C superiore ai limiti di legge. «Gaia ha provveduto al trattamento dell’acqua – spiega Cormio- le controanalisi della Asl, oggi (ieri, ndr) nel primo pomeriggio, hanno confermato il rientro dei valori alterati. Domani (questa, ndr) mattina revocherò l’ordinanza di non potabilità». Gaia intanto ha installato un serbatoio di acqua potabile nei giardini del paese, per permettere alla popolazione di approvvigionarsi senza dover acquistare per forza l’acqua minerale in bottiglia.
A Maresca non è la prima volta che l’acqua è dichiarata non potabile per presenza di batteri coliformi, soprattutto in estate. Una questione su cui, da decenni, si interrogano molti cittadini che vorrebbero chiarezza sulle cause. È ciò che chiedono anche Roberto Prioreschi di Campo Tizzoro e Andrea Papini di Bardalone che mercoledì, durante un sopralluogo da loro organizzato nella foresta del Teso, alle prese di alcuni acquedotti comunali, ci hanno consegnato, in presenza dell’assessore ai lavori pubblici Sonnj Paccagnini, alcuni documenti che testimoniano l’annosità del problema. In una delibera di consiglio comunale del 1980 si parla di batteri di origine fecale nell’acqua della fontana del Capitano e si ipotizza un inquinamento organico a monte trasportato da un ruscello fino alle sorgenti degli acquedotti.
La questione si ritrova in una interpellanza presentata nel 1999 dall’allora consigliere di opposizione Prioreschi che chiedeva, citando una fonte regionale, se la non potabilità non fosse dovuta anche alla presenza di scarichi a monte del paese. A chiedere spiegazioni nel 2010, con esposto al Comune, fu l’allora vicesindaco Luisa Soldati. «Non facciamo accuse – dicono Papini e Pioreschi – chiediamo all’amministrazione e a Gaia se sono state svolte tutte le verifiche per stabilire le cause esatte della contaminazione da batteri coliformi. Conoscere la verità è un diritto dei cittadini».
«Mi farò promotore – aggiunge Prioreschi - di una campagna per chiedere che l’analisi chimica dell’acqua potabile sia riportata in bolletta, proprio come avviene sulle etichette dell’acqua imbottgliata». (e.v.)
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