Sicurezza
Rientrate in Italia le spoglie del cooperante ucciso da un drone americano
Il padre di Giovanni Lo Porto, che vive a Pistoia, dovrà andare a Roma per il triste compito dell’identificazione ufficiale
PISTOIA. Le spoglie del cooperante italiano Giovanni Lo Porto, ucciso per sbaglio da un drome americano in Pakistan, sono rientrate in Italia. A darne notizia alla famiglia, rinnovando il proprio cordoglio, è stato il presidente del ponsiglio, Matteo Renzi, che ha seguito personalmente la vicenda.
Il padre del cooperante, Vito, vive da vent’anni in provincia di Pistoia, prima in Valdinievole e poi nel capoluogo. Volontario della Misericordia di Pistoia, è stato contattato in mattinata dai carabinieri: dovrà recarsi a Roma per il triste rito del riconoscimento delle spoglie.
«Il Governo - informa un comunicato di palazzo Chigi - ha operato affinché, dopo la sua tragica morte, fosse data a Lo Porto degna sepoltura, dando così un luogo del dolore alla famiglia, a quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato per il suo limpido e straordinario impegno e agli italiani tutti. In memoria di Lo Porto e delle attività umanitarie da lui svolte saranno avviate iniziative di cooperazione nel campo dell'educazione e della formazione».
Il governo degli Stati Uniti aveva recentemente annunciato di avere ucciso per sbaglio Giovanni Lo Porto durante un attacco con un drone lo scorso gennaio in Pakistan. Nell'attacco era morto anche un ostaggio statunitense, Warren Weinstein. Lo Porto era scomparso nel gennaio del 2012 mentre si trovava in un'area tribale al confine tra Pakistan e Afghanistan.
Vito Lo Porto ha altri tre figli, che vivono a Palermo, insieme alla madre Giuseppa, dalla quale è separato da l 1995. Fu allora che si trasferì nella nostra provincia (prima a POnte Buggianese e poi a Pistoia) per cercare lavoro, portando con sè il figlio più piccolo, Daniele, che oggi qui vive con la propria famiglia.
Vito Lo Porto ha lavorato per otto anni a Sant’Agostino, per la ditta Paganelli e Frosini, e poi per la ditta Martini Dumas, il distributore di quotidiani e riviste poi trasferitosi in provincia di Lucca. Adesso si dedica soprattutto al volontariato, tra le file della Misericordia di Pistoia, dove presta servizio come capoguardia.
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