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Pistoia

Una pistoiese al museo di Taranto

Una pistoiese al museo di Taranto

Eva Degl’Innocenti, archeologa, è stata nominata direttrice dal ministero

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PISTOIA. L'archeologa pistoiese Eva Degl’Innocenti, classe 1976, è stata nominata direttore del Museo archeologico nazionale di Taranto dalla commissione presieduta dal ministro della cultura Franceschini, all'interno della procedura di selezione internazionale per il rinnovo dei direttori dei principali musei italiani. Degl'Innocenti, diplomata al liceo classico, consegue la laurea in Conservazione dei beni culturali - indirizzo di archeologia medievale - all'Università di Pisa nell'anno accademico 2003/2004, discutendo una tesi dal titolo "Pescia: un centro produttore di slip ware" che le vale la votazione di 110 e lode, con relatore il prof. Marco Milanese, ordinario di archeologia. Successivamente frequenta la Scuola di Specializzazione di Archeologia e consegue il dottorato di ricerca europeo all'Università degli studi di Siena in Storia, archeologia e archivi del Medioevo.

Sotto la direzione del professor Milanese partecipa a diverse campagne di scavo: fra il 1999 e il 2000, presso l'antico quartiere ebraico del centro storico di Alghero. In Toscana, nel 2000 partecipa alla campagna di studio delle strutture murarie di una casa-torre nel quartiere di Kinzica a Pisa, e poi alla ricognizione del sito medievale di Lignana in provincia di Pistoia. Sempre sotto il coordinamento di Milanese, dal 2003 al 2005, prende parte a tre campagne di studio sui reperti ceramici emersi da uno scavo urbano nell'orto Giuntini, nel centro storico di Pescia.

Insegnante in diverse università italiane e francesi, nel 2013 Degl'Innocenti è stata nominata direttrice del Servizio dei beni culturali e del museo d'interpretazione Coriosolis della Comunità dei Comuni Plancoët Plèlan in Bretagna, e poi project manager di un progetto europeo al Museo nazionale del Medioevo di Parigi. Un curriculum di tutto rispetto che oggi le è valso la nomina a direttore di uno dei più importanti musei italiani. E il professor Milanese, suo mentore, commenta con orgoglio: «Eva è stata una delle mie allieve più brillanti, dotata di straordinaria intelligenza e massimo rigore. La commissione ha premiato la figura di una giovane donna che ha saputo mettersi in gioco e lanciarsi sempre in nuove sfide». (v.v.)

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