Sicurezza
Tassa sui rifiuti, il Comune chiede il conto
Quarrata, arrivate le bollette non pagate degli ultimi due anni. I negozianti: «Così ci costringono ad abbassare il bandone»
QUARRATA. Trenta giorni di tempo per saldare la tassa sui rifiuti non pagata nel biennio 2013-2014, senza possibilità di rateizzare il salasso, dopodiché, con gli avvisi di accertamento di ottobre, scatterà la sanzione del 30% sugli importi dovuti. «Così il Comune ci ammazza» denuncia Rita Fantechi, titolare della cartolibreria Il Triangolo di Catena. Una situazione già nera visto che il 43% delle attività di Quarrata non ha pagato le prime due rate della Tari nel 2014. Nel 2013 erano il 35%. Adesso a questo esercito di imprenditori e negozianti, il Comune chiede di pagare il conto dei due anni evasi entro trenta giorni. Un finale estivo di sudore e lacrime per molti. Tra quelli che non hanno pagato la spazzatura, infatti, non ci sono soltanto i soliti furbetti che evadono a discapito dei cittadini onesti. Ma c’è anche chi, come la Fantechi, denuncia sofferenze che il Comune ha reso ancora più gravi.
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«Non siamo evasori, né vogliamo esserlo – mette in chiaro la titolare della cartolibreria - edicola di Catena – abbiamo lavorato per una vita pagando sempre le tasse. Se non abbiamo saldato la spazzatura è perché non ce l’abbiamo fatta, visto anche che il costo è spropositato rispetto al servizio del Cis. E adesso, per darci il colpo di grazia, il Comune cosa fa? Manda da pagare in un mese, senza possibilità di rateizzazione, le bollette di due anni. Non è possibile che gli amministratori non abbiano capito che se un’attività non è riuscita a far fronte alle rate, difficilmente potrà pagare cifre tanto alte in trenta giorni. Il Comune – denuncia la Fantechi – ci sta ammazzando. In questo modo ci farà tirare giù il bandone». L’edicolante di Catena - una vita spesa nella maglieria e poi, 15 anni fa, l’apertura della cartolibreria Il Triangolo – nel 2013 ha guidato la protesta contro il caro-Tares. Nel suo negozio infatti, per un sacco di indifferenziata all’anno, in pratica la polvere spazzata via dal pavimento e lo svuotamento dei cestini, paga circa 800 euro. «Il resto dei rifiuti è composto dal cartone per l’80% e dalla plastica per il 15%, materiali riciclabili». Stanca «di regalare soldi al Cis», l’azienda dei tre Comuni della Piana che con la sua srl gestisce i rifiuti a Quarrata, Agliana e Montale, si è presentata in consiglio comunale con il suo sacco di polvere. Nel 2013, ha anche smesso di pagare la spazzatura. Come protesta fiscale? No: magari avercelo un tale lusso. «Molto più semplicemente – spiega la negoziante – non ce l’ho fatta. Dovevo scegliere tra la bolletta della luce e la spazzatura». Nel primo caso, a fronte del mancato pagamento, il servizio viene interrotto, nel secondo no. Tra il 12 e il 14 agosto alla Fantechi, come a molti altri, sono arrivati due solleciti di pagamento dal Comune di Quarrata, uno sulla Tares (2013), l’altro sulla Tari (2014), per un totale di 1.280 euro da saldare in 30 giorni.
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