Gioco
Prevenzione nel florovivaismo il centro regionale è all’Asl 3
PISTOIA. Analisi chimiche, ambientali e biologiche, indagini sanitarie ed epidemiologiche, attivazione di specifici programmi formativi e informativi per gli addetti ai lavori. Diffusione ed...
PISTOIA. Analisi chimiche, ambientali e biologiche, indagini sanitarie ed epidemiologiche, attivazione di specifici programmi formativi e informativi per gli addetti ai lavori. Diffusione ed applicazione degli aggiornamenti normativi regionali, nazionali ed europei. Ma anche ricerca e studi, per sviluppare innovazioni.
Sono questi i principali compiti svolti dal Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione, Igiene e Sicurezza nel Florovivaismo. L'organismo che opera all'interno del Dipartimento di prevenzione della Asl 3, diretto dal dottor Stefano Cantini, riprende le sue funzioni, attivando una nuova convenzione con l'Università di Firenze e borse di studio per monitorare costantemente lo stato di salute del settore produttivo più significativo della provincia pistoiese: il florovivaismo.
È infatti, pari a 5.500 ettari l'estensione della superficie utilizzata dalle 1.700 ditte attive sul territorio. Il florovivaismo ospita la metà di tutte le aziende florovivaistiche della Toscana (3.627). Viste le dimensioni di tale realtà produttiva è giustificata la scelta della sede regionale del Centro presso la Asl 3. I nuovi obiettivi del Centro riguardano il biennio 2015-2017 con una programmazione che spazia dalle indagini sullo stato di salute dei florovivaisti e i loro familiari, fino alle attività di assistenza per le attrezzature agricole.
Tali obiettivi saranno realizzati in collegamento con numerosi altri enti e con il contributo di esperi del settore (agronomi, periti agrari, ecc…) che possono, per esempio,dare indicazioni sulle fitopatologie emergenti (ad esempio punteruolo rosso, vespa del castagno). Altri partner sono il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Università di Firenze, con il quale è stata attivata la convenzione, e l'Istituto Scientifico per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (Ispo). Fondamentale anche la cooperazione con il gruppo agricoltura provinciale.
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