Sicurezza
«Argini sulla Brana, abbiamo il progetto»
Il Consorzio di Bonifica replica al Comune e contrattacca: prima vanno rimossi baracche e fabbricati
PISTOIA. Mentre gli enti si rimpallano le responsabilità sulla grave situazione in cui versano alcuni tratti dell’argine della Brana, i cittadini continuano a correre il rischio di finire sott’acqua. Dopo la lettera di inizio agosto inviata dal Comune di Pistoia a Regione, Provincia e Genio civile, in cui emergeva quanto la carente manutenzione e lo scarso controllo da parte del Consorzio Medio Valdarno avessero contribuito al cedimento dell’arginatura fra il ponte della ferrovia e il ponte degli Armacani, adesso il presidente del Consorzio difende l’operato svolto e rimanda le accuse al mittente. «Comprendo le oggettive difficoltà finanziarie di molti enti locali ma – mette in chiaro Marco Bottino – non accetto più questo gioco di false accuse e rimpalli di responsabilità. Per troppi anni il Consorzio è stato considerato il capro espiatorio di colpe altrui. Ognuno faccia la sua parte o il rischio resterà alto».
Già compromesso durante l’alluvione del 21 ottobre 2013, il tratto eroso in zona ponte degli Armacani è rimasto coperto dai teli di protezioni (quelli usati per la somma urgenza, che dovrebbero essere rimossi nel giro di poche settimane) per un anno e mezzo, fino alla tempesta di vento del 5 marzo quando le criticità sono diventate lampanti. Nell’eventualità di rotte arginali, avvertiva la Protezione civile, si formerebbero battenti di allagamento molto alti, che interesserebbero un’estesissima parte del territorio comunale densamente urbanizzato. A luglio però, di fronte alla conclamata situazione di pericolo, il Consorzio aveva chiarito che l’intervento di ripristino dell’argine rientrava nella cosiddetta manutenzione straordinaria, e che i 200.000 euro necessari alla realizzazione dell’opera sarebbero dovuti arrivare dalla Regione. Il Comune ha mal digerito la tendenza a far ricadere tutto nel calderone della “manutenzione straordinaria”. Il pericolo di rotture arginali infatti, secondo i tecnici comunali, dipende anche dai mancati interventi collezionati dal Consorzio, che negli anni si è limitato al semplice taglio dell’erba invece di realizzare tutte quelle opere che per competenza e per legge avrebbe dovuto garantire. «Di fronte a teorie stiracchiate e ricostruzioni pilatesche – risponde l’ente guidato da Bottino – ribadiamo che in passato il Consorzio ha fatto il suo dovere in termini di manutenzione ordinaria e segnalazione di tutti quegli aspetti critici che altri avrebbero dovuto risolvere. Sul tratto della Brana tra il ponte della linea ferroviaria e il ponte degli Armacani, abbiamo già pronto il progetto definitivo ma restano tutte quelle problematiche segnalate alle varie autorità idrauliche come, ad esempio, la presenza di recinzioni, muretti, scalette, fabbricati, baraccamenti, pavimentazioni e scarichi non autorizzati che in passato hanno indebolito la struttura e che oggi sono da impedimento alla sua risistemazione».
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