Toscana
Al rifugio niente pranzo senza prenotazione
La protesta di una coppia: figlio di due anni a stomaco fuoco. I gestori: tanti clienti già in coda
GAVINANA. I genitori non avevano portato nello zaino nemmeno uno spuntino e al rifugio di montagna hanno detto loro di poter servire qualcosa solo dopo le 14. E il bambino è rimasto a stomaco vuoto.
È successo il 13 agosto scorso. Babbo, mamma e figlioletto di due anni e mezzo di Prato, in vacanza a Gavinana, cercavano una camminata da percorrere col passeggino e hanno scelto il sentiero che dall’Abetone giunge al rifugio Casetta di Lapo. «Quando siamo arrivati – spiega la turista, Federica Sanesi – abbiamo chiesto di pranzare, ma ci hanno detto che non potevano servirci senza prenotazione. Per noi non c’erano problemi, ma essendo già le 12,15 il nostro bambino aveva fame e ha iniziato a piangere. Abbiamo chiesto se per lui era possibile avere, pagando, almeno una fetta di pane o un pezzo di formaggio. Il titolare però è stato irremovibile e ci ha detto che solo dopo aver servito tutti i clienti che avevano prenotato, se fosse avanzato qualcosa, ce lo avrebbe potuto dare. Perciò abbiamo riattraversato il bosco, ma visto che occorre un’ora di cammino, quando siamo arrivati in paese, nostro figlio oramai si era addormentato. E ha saltato il pranzo. Una brutta esperienza».
I gestori del rifugio forniscono le loro spiegazioni. «Il nostro locale è molto piccolo, 4 metri per 4 – spiegano – Senza contare che al mattino portiamo gli ingredienti al rifugio con la jeep. Per questo lavoriamo molto su prenotazione, specie nelle giornate di alta affluenza. Visto che a quell’ora iniziamo col servizio e che avevamo già la coda di clienti, non ci sembrava giusto far passare avanti chi era arrivato dopo. Abbiamo detto ai genitori che al bambino avremmo dato sicuramente qualcosa da mangiare, dopo aver servito gli altri. Non ci pareva che ci fosse urgenza: in presenza di persone che si sentono male, siamo i primi a dare priorità». (e.v.)
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